Qual gioconda compagnia!
Potess'io cacciar con voi
Per i boschi ne la notte!
Starei sempre a' fianchi tuoi:

Poi ch'io t'amo sopra tutte!
Né la greca altera dea,
Né la fata amo del norde,
Quanto te, morta giudea...

Ogni notte nella caccia
Al tuo lato cavalcando
Verrò teco; rideremo,
Anderemo insiem ciarlando.

....e il dí piangendo
Sul tuo tumul sederò.

Sí, nel giorno, su gli avanzi
De' regali mausolei,
Su la tomba dell'amata
Mi vedranno i vecchi ebrei

Star piangente, e crederanno
Ch'io lamenti sconsolato
La città santa distrutta
E 'l gran tempio ruinato.

È uno strano pezzo di romanticismo classico ed ebreo; tradotto poi, che non si poteva meglio. A cui la traduzione non garba, si conforti coi Salmi adattati al gusto della poesia italiana dall'abate e avvocato Saverio Mattei, che del resto avea ne'suoi tempi sufficienza di dottrina; mentre i commessi viaggiatori d'oggigiorno per giudicare della musicalità in poesia hanno soltanto la capacità delle orecchie.


PARINIANA