Ve' che spiaggia, ve' che sponda,
Dove pace signoreggia!
Che bell'aer la circonda!
Che bel mare al piè le ondeggia!

Là son antri ove tra i vivi
Sassi l'edere tenaci
Van serpendo, e qui son rivi
D'acque gelide fugaci.

Là di cento alberi folte
Son lietissime selvette,
Qui son piani, e là son cólte
Rilevate collinette.[70]

Del Parini ecco una narrazione, che ha già qualche atteggiamento da ballata romantica:

Ne le fasce ancor lattante
Le sdentate donnicciuole
L'alma debole incostante
Mi nudrîr d'assurde fole.

Io da lor narrar m'udía
Come spesso a par del vento
Van le streghe in compagnia
De' demòni a Benevento,

Come i lepidi folletti
Di noi fanno e gioco e scherno
E gli spirti maledetti
A noi tornan dall'inferno.

Con la bocca aperta e gli occhi
E gli orecchi intento io stava,
Mi tremavano i ginocchi,
Dentro il cor mi palpitava.

Al venir de le tenébre
M'ascondea fra le lenzuola;
Quindi un sogno atro e funébre
Mi troncava la parola.