E batta pure a suo piacer le franche
Ali, e se 'n vada a ragionar col fato
E parlare per forza lo faccia anche...

Ma da' pudichi talami si stia
Alquanto lunge e da' lor puri lini
La sua poco pretesca poesia.[82]

E il Passeroni con la sua piacevolezza bonaria mise in burla le adulazioni cosí[83]:

Se prende moglie un ricco cavaliere,
Un Orlando, un Achille, un novo Aiace
Fan nascere i poeti; e aste e bandiere
Vedono tolte al già tremante Trace;
Additan di nepoti immense schiere,
L'un sarà chiaro in guerra e l'altro in pace,
E faran gli uni e gli altri in pace e in guerra
Cose che star non puon né in ciel né in terra.

Nascerà, Italia, Italia, il tuo soccorso,
E fioriranno in te virtú novelle,
Gridano i vati, e vendono dell'orso,
Prima che preso l'abbiano, la pelle,
E portano, di penne armati il dorso,
I nascituri eroi fino alle stelle;
E spesso accade poi, come Dio vuole,
Che muoiono gli sposi senza prole.

E voi, poeti, avete ancor coraggio
Di dir che penetrate entro il futuro?
Di dir che in voi scende un celeste raggio
Che vi rischiara ciò che agli altri è oscuro?
Che parlate in profetico linguaggio
E che un Dio rende il vostro dir securo?
Affé, se debbo anch'io far da indovino,
Credo che questo Dio sia il Dio del vino...

Dovreste essere ormai disingannati,
E non dovreste dir piú tante insanie;
Lasciar dovreste ormai l'orror de' fati,
Le vie de' venti e altre parole estranie,
E il pegaseo cavallo e i cento alati
Destrier, su cui fate cotante smanie;
Ma chi d'altro caval non si provvede,
Faccia pur conto d'andar sempre a piede.

Anche il Bettinelli con quel suo stile franco-gesuita e con que' suoi versettucci ripicchiati alla Boileau disse cose argute su le raccolte; ma piú che altro gli dispiaceva, pare, che le si fossero, come oggi si direbbe con francesismo democratico, volgarizzate: