V. Madesimo, 27 luglio 1902.

V.[21]

Signora contessa,

Grazie, Ella sa di che, e quanto effuse dal cuore Le pervengono.

Oggi compio sessantasette anni. Le bambine dello stabilimento mi hanno presentato un magnifico mazzo di fiori alpestri. Due bambine, che a pena sciolgono i passi, mi hanno dato dal seno delle loro madri due mazzolini di edelweiss. Mi giunge dal Giornale d'Italia un ricordo di Ugo Pesci, che mi ha veramente commosso. Lo legga, signora contessa, nel numero del ventinove giugno.

E nella rocca medicea passi Ella giorni felici, confortata dall'arte divina, che non ha segreti per Lei.

La musica è una grande consolatrice, con le sue voci profonde, tenere e possenti, che non si sa d'onde vengano. Forse è la rivelatrice della grandezza arcana di questa nostra povera natura ed anima.

Giosue Carducci.

Alla signora contessa

SILVIA B. PASOLINI