Faenza.

VII. Villa Adele, Madesimo, 24 agosto 1904.

VII.[24]

Cara contessa Silvia,

Questa mia lettera spera di raggiungerLa sulle rive della Brenta, e incomincia dal mandare memori saluti e augurî di bene stare alla contessa Marina,[25] la cui immagine mi sta scolpita nel cuore.

Quassù abbiamo avuto purtroppo caldo, che ora è compensato da cinque gradi di freddo e da un vento indiavolato. Questi alti e bassi senza misura mi fanno ricordare con molto rimpianto e con grande desiderio Lizzano, dove il cielo, la terra, l'aria ricordano la temperatura e i bei paesaggi dell'Ariosto, e dove sono fate e ninfe, e dee vere e vive «che adornan sempre le felici rive», e mettono in fuga con i lieti e onesti favellari la malinconia, se ella si attenta di avvicinarsi all'anima.

Dunque Lizzano anche nel disordine della natura serba le notti fresche e piene di armonia, a cui il lido marino manda il lume dei suoi fari, e gli effluvii della sua marina?

Ahimè, bel paese è Lizzano, e richiama i cuori e le fantasie con molti ricordi. Io spero di rivederlo ben presto, e riprendervi, giacchè la prima signora lo concede, i segni e poteri della mia sovranità.

Alla qual signora mando i miei omaggi, e assentimenti alle ninfuccie e agli Egipani.

La saluto di mia mano.