Io La raccomando ai versi virgiliani che La accarezzino con la loro armonia, e Le facciano dimenticare la trista dissonanza delle cose.

E ora non ce n'entra più. È contento il Geròla della mia epistola cretense?[32] Tanto meglio, benchè io non era competente giudice; ma mi inspirò la pietà della gente veneta, così fida alle memorie d'Italia: e con ciò, e con i saluti dell'Elvira[33] e con i miei saluti, La lascio nel pensiero di Virgilio e nel mio.

Giosue Carducci.

Ricorderò i ricordati da Lei allo Zanichelli; Ella mi ricordi strettamente ed affettuosamente a Sua madre.

Alla nobil signora

La contessa SILVIA PASOLINI-ZANELLI

Bassano Veneto.

X. Bologna, 14 ottobre 1905.

X.[34]

Molto amata contessa Silvia,