[33]. È la consorte del Poeta.

[34]. Di mano del cav. Giulio Gnaccarini, genero del Poeta, tranne la firma, che è autografa.

[35]. Egregio medico curante del Carducci.

[36]. Orazio, Carmina, libro IV, ode quinta, 6-8.

[37]. Di mano del dott. Alberto Bacchi della Lega, tranne la firma, che è autografa.

[38]. Il Gandino, illustre professore di lettere latine nella r. Università di Bologna, morì il 15 novembre 1905. Narra il Chiarini (Memorie della vita di G. C.) che il Carducci, arrivando a Bologna la sera del 10 novembre 1860, «trovò ad aspettarlo all'ufficio della diligenza Emilio Teza che, nominato professore anche lui in quella Università dal Mamiani, lo avea preceduto di qualche giorno». E col Teza ebbe il Poeta in Bologna stretta consuetudine, prima di farsi amico d'altri. Ciò non contraddice punto a quanto il Carducci qui afferma, intendendosi bene che quella del Teza era amicizia anteriore all'andata del Poeta a Bologna; dove (dice il Chiarini, p. 179) «fece presto la conoscenza di G. B. Gandino, di Pietro Ellero e di Enrico Panzacchi».

[39]. Poesie (Bologna, Zanichelli) p. 898.

[40]. Invece di «chiama» aveva prima dettato la parola «canta», poi cancellata.

[41]. Di mano del dott. Alberto Bacchi della Lega, tranne la firma, che è autografa.

[42]. Allude al suo ottimo segretario, spesso partecipe delle letture e degli studî del Poeta.