Il mio caro Crisofilo, che sta
Vegeto, e fresco, e in buona sanità,
E dell'istesso umor, ch'ebbe fin quì.
Chi lui brama trovar, sia notte, o dì,
Venga dove son io, che il troverà;
Ch'altro pensier, ed altro affar non ha,
Che de' tre Giulj, e sempre batte lì.
Ma per pietà taci una volta: ah tu
Seccheresti importuno per mia fè,
Il mar delle Zabacche, e di Bacù.