Intanto la prego, signor cavaliere direttore, a volermi indicare quando io debba recarmi alla imperial regia stamperia, onde concertarmi con que' correttori, od assumere io stesso (se cosí le piacerá) la correzione de' fogli, e fare in modo che la edizione riesca piú purgata che non può mai essere un primo manoscritto.
Milano, li 6 settembre 1819.
[p.221]
II
|All'imperial regio governo|
Sulla traduzione dal tedesco di un Libretto di nomi.
Ho esaminata la traduzione italiana del Libretto di nomi (Nahmenbüchlein) trasmessami da questo imperial regio governo; ed in totale mi parve discretamente ben fatta. Vi sono, è vero, alcune minuzie da emendare in quanto alla lingua ed allo stile; ma queste non possono essere avvertite tutte da chi legge il manoscritto, e sbalzeranno piú facilmente all'occhio della persona giudiziosa a cui bisognerá affidarne, in caso di stampa, la correzione de' fogli: __unico mezzo__ con cui poter ripulire questa traduzione. In alcune cartelline da me inserite nel Libretto stesso ho notato cosí a caso qualcuna di tali mende; ma soltanto per farne conoscere all'imperial regio governo la natura e per cenno, di cui potrá forse profittare chi correggerá i fogli di stampa; non giá per indicare in alcuna maniera la frequenza con cui esse ricorrono.
Duplice però essendo l'incarico datomi dall'imperial regio governo, credo che inutili riusciranno le osservazioni fatte da me alla traduzione, ove sieno accolte come opportune le altre che soggiungo intorno al merito intrinseco del Libretto.
Per potere rispondere alla domanda: «se sia conveniente questo libro anche alle scuole di Lombardia», ho stimato di dover cercare come vi si supplisca ora, e d'istituir quindi un confronto tra di esso libro e quello che, col titolo di Alfabeto ed elementi d'istruzione morale, ecc. ecc., è in uso presentemente per le scuole infime de' fanciulli. Mi si permetta dunque di riportare qui gli ultimi risultati di detto confronto. Serviranno essi a manifestare il complesso de' motivi onde muove la opinione che credo di dover sottoporre all'imperial regio governo.
Nelle prime pagine, ove il lavoro è meccanico, e di null'altro trattasi che dell'abbiccí e delle sillabe e dell'aumento progressivo di esse, questi due libretti procedono di pari passo; e il [p.222] tedesco non vince l'italiano che di prolissitá. Ma, allorché si incomincia a presentare a' fanciulli molti interi vocaboli da leggere, uno de' libri piglia una strada, l'altro ne piglia un'altra; e non par dubbio che il tedesco s'abbia scelta la migliore.