A me, lombardo, disdirebbe il vantare a voi le angustie e le prodezze de' miei lombardi. La storia, libera dai ritegni della modestia, le tramanderá alle future generazioni; e questo basti.

Bensí con voi, toscani, mi sia lecito congratularmi di voi e del vostro sentire oggi tutta l'importanza del gran fatto di Milano e del vostro gioirne con l'Italia tutta.

Mirabile risorgimento invero questo nostro, al quale ciascuno de' popoli d'Italia ha apportato la parte sua! Roma l'amnistia e l'onnipossente parola d'amore, Toscana le riforme, Sicilia e Napoli le costituzioni, Piemonte il forte esercito tutelatore, e Milano la indipendenza; la indipendenza, senza della quale né riforme né costituzioni possono aver vita intera.

Artefici tutti del pari di questo stupendo edificio, spetta a voi tutti, o italiani, il compirlo e il consolidarlo per sempre. Contenti delle vostre libertá, che sono pienissime, se sapete virilmente giovarvene, stringetevi tutti, popoli e principi, in una [p.228] assoluta concordia d'instituzioni, di voleri, di sentimenti, e correte in armi a dare aiuto all'esercito di Carlo Alberto, perché spazzi affatto gli austriaci fuori delle terre nostre. Afferrate questa bella occasione, fattavi miracolosamente da Dio, e salvate in eterno dalla dominazione e dalla presenza dello straniero ogni campo, ogni villa dove si parla italiano. Lá, nella gran valle del Po, vi chiama la patria. Guerra, guerra agli austriaci, è il solo pensiero, il solo bisogno del momento. Lá, nella gran valle del Po, è d'uopo che si componga un grande Stato, saldo e compatto, il quale serva d'antemurale a qualunque invasione straniera, da qualunque parte essa venga. Cosí l'Italia tutta sará salva e secura per sempre; e, a farla salva e secura, vi gioverá gloriarvi, o toscani, d'aver contribuito anche voi.

Viva l'Italia! Viva la cacciata degli austriaci!

[1] Letto il 27 marzo 1848 a Firenze, sotto le logge degli Uffizi, da Giuseppe Massari, in luogo del Berchet, presente, al popolo reduce da un solenne Te Deum cantato in duomo, per celebrare la vittoria dei milanesi nelle Cinque giornate. [Ed.].

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XXV

AI LOMBARDI

(14 maggio 1848)