—Non pretendo, no, di dare un giudizio assoluto sul criterio di tutto il bel sesso milanese. Non sarebbe qui neppur cosa possibile. A Parigi, se voi conoscete cinque o sei donne, parlo delle eleganti, potete dire di conoscerle tutte; da che ivi, per riguardo alla conversazione, sono modellate tutte presso a poco ad un modo. Un certo spirito universale, che chiamano «bon ton», regola ivi il giudizio, le maniere, i discorsi, le frasi di tutte nel conversare; sicché sentite sempre la stessa armonia, e non v'è donna che stuoni. Qui parmi che la faccenda sia tutt'altra. [p.63] Qui le donne vivono rade volte in comune tra di esse. Quindi ogni mente femminina rimane tal qual è; e non perde scabrositá né acquista liscezza per l'attrito con altre menti sue consimili. Eppure siffatto attrito è la scuola migliore per gl'intelletti; e le lezioni migliori derivano da' confronti, dalla necessitá di emulare altrui, da quelle minute mortificazioni onde cento individui raccolti insieme sono percossi dal trionfo di un individuo. Ben è vero che ogni donna qui è circondata da molti uomini. Ma gli uomini sono vaghi di un sorriso delle signore, e queste pagano di un sorriso le adulazioni. E tra una mente adulata ed una mente adulante non vi può essere attrito. Qui dunque ogni donna ha maniere proprie, idee e discorsi propri. Le combinazioni intellettuali dell'una non sono mai quelle dell'altra; e la espressione di tali combinazioni non ha mai per norma un tipo universale. In ogni palchetto del teatro trovi modificazioni diverse d'idee, e con esse un frasario particolare. Sicché io sarei un bel pazzo se, per aver qui vedute con frequenza otto o dieci signore tutt'al piú, mi dessi a credere di potere far sentenza su tutte. Anzi vi dichiaro apertamente che di tutte io, non potendo giudicar per me stesso, ne riporterò buon concetto in Inghilterra, fidandomi al giudizio vostro. Non fatemi dunque brutto viso se vi ripeto quel mio «non me ne sono accorto»; che è quanto dire che, tra le otto o dieci donne da me udite parlare, il caso non me n'ha fatta capitare una che desse indizio di such a great deal[2] di criterio.

—Sta a vedere—diss'io tra me stesso—che mylord si butta nelle sofisticherie!—E lo pregai che mi citasse dove, come ed in che avesse scorto mancanza di criterio.

—Potrei—rispose—addurne assai prove; ma ve ne basti una sola. Non manifesta forse difetto di criterio chi usa vocaboli de' quali non intende il significato? Non è egli questo un tradir se stessi, un esporsi alla derisione del savio? Ed ha criterio fino chi sbadatamente si rende ridicolo?

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—Ma, e quali sono—diss'io—questi vocaboli scialacquati a sproposito?—Qui mylord me ne canticchiò una dozzina, indicandomi a un per uno l'occasione in cui avevali uditi adoperare. In totale mylord non era poi tanto su' cavilli. Ma io l'interruppi gridando:—Minuzie minuzie!

—Minuzie?—diss'egli.—Minuzie per chi ci beve grosso. Il non sapere una cosa può anche non far vergogna a nessuno; ma l'esserne proprio al buio, e volerne ciarlar co' veggenti trinciando sentenze, è un vituperio. Pigliamo a modo d'esempio i due vocaboli or piú comuni in Milano, i due aggettivi «classico» e «romantico». Nessuna delle donne da me frequentate sa che cosa voglia dire «classico», che cosa voglia dire «romantico», nella nuova significazione data dai letterati a quegli epiteti. Derivano essi, come sapete, da teorie filosofiche, che per essere conosciute vogliono essere studiate; e quelle signore non le hanno studiate mai. Né fin qui c'è di che biasimarle. Le donne hanno a leggere a posta loro poesie e romanzi quanti vogliono; ed i poeti hanno obbligo di far di tutto onde piacere colle opere loro alle donne, e di tener conto del giudizio ch'esse ne dánno, poiché procede netto netto dalle sensazioni, senza miscuglio di pedanterie scolastiche. Ma i ragionamenti sull'arte, le speculazioni letterario-psicologiche, le teorie astratte elle hanno a lasciarle a chi è del mestiere. Come pretendono esse di intenderle bene, se sovente neppure chi ha fatti gli studi analoghi a quelle teorie mostra di averle intese? So che in Italia, com'anche in Inghilterra e da per tutto, questo vizio di volerla far da dottori, senz'altra suppellettile intellettuale che il dictum de dicto, è nell'ossa e ne' midolli non solo de' zerbini ciancerelli ma talvolta ben anche degli uomini d'aspetto grave; e che da essi le donne, delle quali io parlo, n'hanno forse pigliato il contagio. But this damnned Plague[3] è il testimonio del poco giudizio degli uni e del poco criterio delle altre. Chi non sa il valore dei vocaboli «classico» e «romantico» non se ne vergogni. Ma se ne sa il valore, non usi contro di essi né applausi né [p.65] derisioni [4]. L'ignoranza del giudice è la prima ragione dell'incompetenza di lui; e i decreti dello stolto tirano addosso le beffe al decretante. Che se quelle signore da me conosciute hanno such a great deal di criterio, perché non vanno caute ne' loro discorsi? perché non evitano d'avventurarsi in regioni ignote? perché non si guardano dal ripetere tutto il santo di parole delle quali non hanno in capo l'idee corrispondenti?—È la moda che vuol cosí—mi diranno. Ma non chiamerò io giustamente questa lor moda a very nonsensical petulancy?[5]. Ho udito una di esse dolersi che la forma del suo ventaglio fosse piuttosto classica che romantica. All nonsense! Un'altra chiedeva ad un suo amico se, come romantico ch'egli era, le permettesse di adoperare nella sua toeletta essenze odorose. All nonsense! Un'altra stava mirando un bel paesetto del vostro Gozzi, e le pareva che fosse troppo classico. All nonsense! La poveretta credeva forse che «classico» servisse precisamente d'antitesi al nostro vecchio aggettivo inglese «romantic», che ha significato tutto diverso da quello attribuito al nuovo epiteto letterario d'oggidí, [p.66] e che proprio è tutt'altra cosa, come sa chiunque appena si briga di siffatte notizie.

Mi raccontava madama Y… certa avventura galante d'un gentiluomo suo conoscente, e tratto tratto esclamava ch'era davvero un'avventura romantica. All nonsense! Ho potuto accorgermi che madama Y… voleva dire «romanzesca». Vedi guazzabuglio!

—Io sono romantica per la vita—gridava madama X…;—ed è per questo che non amo molto le pitture dell'Appiani. Quelle sue figure mitologiche mi sanno troppo del classico.—All nonsense! Madama X… confonde insieme pittura e poesia. Le avrei dato volentieri a leggere il Laocoonte del Lessing; ma nella societá di lei non ho scorto alcun uomo capace d'aiutarla a comprenderne le dottrine.—Sono diventata romantica anch'io,—mi disse madama K… In prova di che mi confidò che non leggeva ormai altro che i canti d'Ossian. Le poesie dunque di Ossian, al dir di madama, sono romantiche. Misericordia! What a positive token of nonsense! I costumi dei caledoni sono forse quelli della civiltá nostra?

—Che importa mai—diceva un'altra—che il poeta sia romantico piuttosto che classicista! Faccia pur com'egli vuole de' bei versi, sappia guadagnarsi sempre la mia attenzione, metta interesse in tutto, mi colpisca sul vivo; e basta. Che importano mai tante teorie? Il bello è sempre bello.—All nonsense! Madama imita la solita canzone dei fratelli pacieri; e stando cosí sulle generali, crede di dir grandi cose, e non sa che lo star sulle generali e il dir niente è tutt'uno. Il bello è sempre bello. Vedi bellissima novitá di sentenza! Anche i cavoli sono sempre cavoli. Ma e per questo sará goffo chi m'insegna in qual terra, sotto qual clima crescono piú rigogliosi, e come seminarli, come coltivarli, come renderli piú saporiti? Dite a madama che non le Poetiche, le quali trattano delle sole forme esteriori, ma le meditazioni metafisico-letterarie, che analizzano l'essenza intima della poesia e che indicano la linea di contatto tra essa e le vicissitudini della vita umana, tendono giusto giusto a far che nascano componimenti quali ella li [p.67] vorrebbe. Ma ditele insieme ch'ella stia zitta, perché quelle meditazioni non sono né cappellini né merletti né sciarpe.

—A dirvela schietta, tutto ciò che sente del romantico m'infastidisce.—E pronunciata una tale protesta, madama Z… domandò a un servo se la carrozza fosse pronta. Venne meco al teatro. Vi recitavano il dramma l'Agnese. Madama s'intenerí, pianse, si consolò, tornò ad intenerirsi e non distolse gli occhi mai dalla scena.—Cielo, cielo!—esclamò madama Z…—quanto mi son cari questi drammi sentimentali!—Le feci osservare che l'Agnese è dramma romantico e, quel che è peggio, d'indole orrida. Madama si degnò di compatirmi come uomo di gusto poco squisito.—Se fosse romantico non mi piacerebbe—disse madama Z… All nonsense!