Ho lasciato scappare a bella posta il vocabolo «ideologia». Se per avventura Ella non l'intendesse, mi offro pronto a spiegarglielo verbalmente. La prego di non sapermi male di questa poca astuzia suggeritami dal desiderio estetico di mettermi nel numero de' di lei ammiratori e servi. Mi comandi sempre e mi creda

di lei obbligatissimo servitore

|Grisostomo|.

[1] Colla distinzione di «studio accessorio» e di «studio principale» Grisostomo ha voluto separare i dotti da' pedanti. Lo studio del greco fu, per esempio, accessorio nello Schlegel, che se ne serví per penetrare nello spirito delle tragedie greche piú addentro di qualunque erudito; ed è parimente accessorio in chi ne profitta per far dono all'Italia d'ottime traduzioni di que' capi d'opera.

[p.105]

VIII

|Di un libro sulla romanticomachia[1].|

Questo libretto uscito di fresco agli sguardi dei torinesi è anonimo. L'editore, per altro, delle 179 preziose pagine che lo compongono ci fa avvertiti com'esso sia «un nuovo parto di quella medesima penna a cui giá siamo debitori dell'erudito Pedanteofilo», che è quanto dire, crediamo noi, di quella penna che scrisse altresí quattro infelici Lettere contro Alfieri.

Anche senza il sussidio dell'editore, sarebbe forse venuto fatto di raffigurare all'abito bianco il mugnaio, s'è pur vero che in questa nuova «dotta elucubrazione» sieno rinfrescati «a maniera di allusione», come a taluno è sembrato, alcuni tratti in dispregio del tragico italiano; ciò che deve far parimente rivivere l'indegnazione de' classicisti non meno che de' romantici.

L'intenzione attuale dell'anonimo torinese è di metter pace appunto tra' romantici ed i classicisti. Però fa d'uopo saper grazie a lui di cosí onesta intenzione.