A un grido messo da alcune donne, Dushmanta si rivolge e, maravigliando, vede un bel fanciullino scherzare con un lioncello, ed aggrappargli senza paura la giubba, e tirarselo dietro vigorosamente.

|Dushmanta|. Ah! perché il cuor mi s'innamora di quel fanciullo come se fosse figliuolo mio?… (Medita un pezzo). Me infelice! non ho figli… E questo pensiero mi lacera l'anima.

Le donne che custodiscono il fanciullo fanno di tutto perch'egli lasci in libertá il lioncello:—La lionessa ti sbranerá, o incauto, se ad essa non lo rendi.—Il fanciullo si ride della minaccia. Gli vien promesso un bel dono, se mette in libertá il lioncello; ed egli stende la destra in atto di riceverlo. Dushmanta gli osserva la palma della mano, e vi scopre segni d'impero. Sente che quella creatura gli è cara, e sospira pensando alla consolazione d'un padre nel recarsi sulle ginocchia i suoi figliuoletti e pargoleggiare con essi; consolazione che egli piú non ispera. Le donne, facendosi piú vicine al re, stupiscono nel trovar tratti sul volto di lui somiglianti in estremo a que' del fanciullo, e nel veder che questi, altero cogli altri, con Dushmanta è tutto mansuetudine. Il re interroga le donne sulla condizione di quel fanciullo, e a poco a poco viene ad intendere che è stirpe di Puru, che ha per madre la figliuola d'una ninfa e che il padre di lui ripudiò la sposa. E, mentre che il re chiede ansioso qual sia il nome di codesta sposa reale, il fanciullo, udendo una donna parlar del «saconta-lavanyam»[26], crede che si parli di tutt'altro, e grida:—Sacontala, Sacontala! dov'è la madre mia, dov'è?—

Finalmente è caduto dal braccio al fanciullo un amuleto, dono di Casyapa. Era tale la virtú di quell'amuleto, che si trasformava in serpente e mordeva qualunque mortale osasse raccoglierlo dal suolo: il padre solo e la madre di chi 'l portava potevano toccarlo impunemente. Dushmanta non sa nulla di ciò: lo ha giá toccato; lo stringe in mano; non è serpente, non morde. Le donne riconoscono dunque in lui il padre del fanciullo, e gli narrano quanti altri avesse giá offeso l'amuleto. Quindi partono liete, per far nota a Sacontala quell'avventura.

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Sopravviene tosto Sacontala in veste lugubre, coi capegli annodati in una sola treccia, che le scorre lunga lunga giú per le spalle. La sua faccia è sparuta; negli occhi suoi è il dolore.

|Dushmanta|. Ti ho trattata crudelmente, o cara. Ma l'amore piú caldo è sottentrato alla crudeltá mia. Sovvengati di me; e mi perdona.

|Sacontala|. Sarò interamente felice quando cesserá l'ira del re.

|Dushmanta|. Una nube, una malia mi aveva oscurata la memoria. La caritá de' celesti finalmente mi ti riconduce innanzi, o amabilissima fra le creature.

|Sacontala|. Il re sia sempre…[27]. E non può profferire la parola «vittorioso» e dá in un subito pianto.