[Estimarono ancora essere un inferno inferiore, e quello esser luogo di pene eterne date a' dannati. E di questo dice il Vangelo: «Mortuus est dives, et sepultus est in inferno». Ed il salmista: «In inferno autem quis confitebitur tibi?». E che questo sia, si legge nel Vangelio, in quella parte ove il ricco seppellito in inferno, vedendo sopra sé Lazzaro nel grembo d'Abraam, il priega che intinga il dito minimo nell'acqua, e gittandogliele in bocca, il rifrigeri alquanto. E di questo inferno tratta similmente il nostro autore dal quinto canto in giú.]

[Domandavasi appresso, dove sia l'entrata ad andare in questo inferno; conciosiacosaché l'autore quella, nel principio del terzo canto, scrivendo, dove ella sia in alcuna parte non mostra: della qual cosa appo gli antichi non è una medesima oppenione. Omero, il quale pare essere de' piú antichi poeti che di ciò menzione faccia, scrive nel libro undicesimo della sua Odissea, Ulisse per mare essere stato mandato da Circe in oceano per dovere in inferno discendere a sapere da Tiresia tebano i suoi futuri accidenti; e quivi dice lui essere pervenuto appo certi popoli, li quali chiama scizi, dove alcuna luce di sole mai non appare, e quivi avere lo 'nferno trovato. Virgilio, il quale in molte cose il séguita, in questo discorda da lui, scrivendo nel sesto del suo Eneida l'entrata dello 'nferno essere appo il lago d'Averno tra la cittá di Pozzuolo e Baia, dicendo:

Spelunca alta fuit vastoque immanis hiatu, scrupea, tuta lacu nigro nemorumque tenebris; quam super haud ullae poterant impune volantes tendere iter pennis: talis sese halitus atris faucibus effundens supera ad convexa ferebat: unde locum Graii dixerunt nomine Avernum, ecc.

E per questa spelunca scrive essere disceso Enea appresso la Sibilla in inferno. Stazio, nel primo del suo Thebaidos, dice questo luogo essere in una isola non guari lontana da quella estremitá d'Acaia, la quale è piú propinqua all'isola di Creti, chiamata «Traenaron»: e di quindi dice essere, a' tempi d'Edipo re di Tebe, d'inferno venuta nel mondo Tesifone, pregata da lui a mettere discordia tra Etiocle e Pollinice, suoi figliuoli, cosí scrivendo:

…….illa per umbras, et caligantes animarum examine campos Traenareae limen petit irremeabile portae, ecc.

E con costui mostra d'accordarsi Seneca tragedo, in tragoedia Herculis furentis, dove dice Cerbero infernal cane essere stato tratto d'inferno da Ercule e da Teseo per la spelunca di Trenaro, dicendo cosí:

Postquam est ad oras Traenari ventum, et nitor percussit oculos lucis, ecc.

Pomponio Mela, nel primo libro della sua Cosmografia, dice questo luogo essere appo i popoli, li quali abitano vicini all'entrata nel mare maggiore, scrivendo in questa forma: «In eo primum Mariatidinei urbem habitant, ab Argivo, ut ferunt, Hercule datam, Heraclea vocitatur. Id famae fidem adiecit: iuxta specus est Acherusia, ad manes, ut aiunt, pervius; atque inde extractum Cerberum existimant», ecc. Altri dicono di Mongibello, e di Vulcano e di simili, quello affermando con favole non assai convenienti alle femminelle.]

[La forma di questo inferno, parlando di lui come di cosa materiale, discrive l'autore essere a guisa d'un corno il quale diritto fosse, e di questo fermarsi la punta in sul centro della terra, e la bocca di sopra venire vicina alla superficie della terra; in quello, aggirandosi l'uomo intorno al voto del corno a guisa che l'uomo fa in queste scale ravvolte, che vulgarmente si chiamano «chiocciole», discendersi; benché in alcuna parte appaia questo luogo, se non quanto allo spazio della via onde si scende, essere in parte cavernoso e in parte solido: cavernoso, in quanto vi distingue luoghi, li quali appella «cerchi», e ne' quali i miseri son puniti: e alcuna volta vi discriva scogli e alcuni valichi e fiumi, li quali non potrebbono per lo vacuo, per quello ordine che egli discrive, discendere.]

[Serve lo 'nferno alla divina giustizia, ricevendo l'anime de' peccatori, le quali l'ira di Dio hanno meritata, e in sé gli tormenta e affligge, secondo che hanno piú o meno peccato, essendo loro eterna prigione.]