40nel terzo ciel, veggendo piú lucente
la donna sua, s’avvide. Ivi con Carlo
Martel favella, il quale apertamente

gli solve ciò che ’l mosse a dimandarlo,
come di dolce seme nasca amaro;
45quindi Cunizza viene a visitarlo,

e del futuro alquanto gli fa chiaro
sovra i lombardi, e con Folco favella,
che gli mostra Raab. Indi montâro

nella spera del sole, onde una bella
50danza di molti spiriti beati
vede far festa, e nel girarsi snella;

de’ quai gli furon molti nominati
da Tommaso d’Aquin, che di Francesco
molto gli parla poi e dei suoi frati.

55Poi scrive un cerchio sovraggiugner fresco
a questo, e ’n quel parlar Bonaventura
da Bagnoreo del calagoresco

Domenico, nel qual fu tanta cura
della fé nostra e dell’orto divino,
60quanta mai fosse in altra creatura.

Poi rincomincia Tommaso d’Aquino
com’egli intenda: «Non surse il secondo»
di Salamone, e con chiaro latino

gliele dimostra, ed un lume giocondo
65l’accerta lor, piú lieti e piú lucenti,
come i lor corpi riavran del mondo.

Quindi nel quinto ciel di lucolenti
spiriti vede una mirabil croce,
della quale un de’ suoi primi parenti