Mi feci consegnare il foglio e lo rilessi attentamente.

Appena terminata la lettura risposi all'impiegato: — «Non posso firmare». — Discretamente sorpreso ei mi replicò: — «In tal caso, credo, si formulerà dal Tribunale un'altra intimazione» — «Favorisca a far sentire, s'Ella lo può, ch'io sarei disposto a firmare, avvece di quella promessa che ora ha letto, una dichiarazione in cui m'impegnassi ad essere sottoposto alla pena di diversi anni di carcere, quando fossi colto un'altra volta colle armi alla mano entro lo Stato Pontificio». — «Sarà difficile che si possa combinare in tal maniera...». — In ogni modo or conchiudo ripetendo che questa non la posso firmare, e per certo n'ho dispiacere. — Fui ricondotto alla mia segreta dopo aver esaminato gli oggetti statimi sequestrati all'epoca della mia entrata alle Carceri Nuove dall'Auditorato Militare, ed ora riconsegnati alla Cancelleria delle prigioni per mezzo dell'impiegato sunnominato. — Lo sguardo appassionato che potei gettare sulle ciocche di capelli del mio Enrico e dell'amico perduto, mi consolarono assai del dolore cagionatomi dall'aver dovuto rifiutare la cara libertà. — Ritornato alla solitudine della segreta, mi trovai l'animo più tranquillo d'assai dei giorni precedenti, durante i quali, per quanto io facessi, non potè a meno l'animo mio di trovarsi in preda ad un vago turbamento per l'ansietà di leggere quel foglio, da cui poteva dipendere la sospirata liberazione. — Era cagionato da una lieve (lievissima!) speranza che quella promessa potesse essere formulata in termini accettabili dalla mia coscienza, mista ad un vago timore che io potessi in un momento di vertigine cagionata dal vivissimo desiderio d'abbracciare i miei cari firmarla anche se, com'era probabilissimo, quella promessa fosse tale da doversi respingere.

Giorno 5.

Vidi monsignor Stonor, e gli dissi il mio rifiuto. — Se ne mostrò assai addolorato, il degno uomo, ma finì per mostrar d'approvare la mia condotta. — Volle udire in quali parti io non trovassi accettabile quella promessa. — «La frase sulla grazia» — ripresi — «l'epiteto legittimo al Governo Pontificio e quella parte che si riferisce alla parola d'onore».

Giorno 6.

La situazione è radicalmente cambiata, rischiarata perfettamente la prospettiva. — Posso tornare tra le braccia dei miei senza alcuna condizione contraria ai miei principii. — Avvece di firmare una dichiarazione ebbi una intimazione.

Domattina all'alba partirò. Il giorno 7 Decembre mi resterà sempre scolpito in cuore.

Mia Mammina, Benedetto, Minoja. — Come anelo di abbracciarvi![27]

ELENCO DEI COMBATTENTI A VILLA GLORI

[Dall'opuscolo di B. E. Maineri, Il sacro drappello di Villa Glori, con documenti e appendice. Roma, Civelli, 1881. — L'elenco fu compilato a cura di Cesare Elisei, uno dei componenti il drappello.