Una delle prime sue cure, appena arrivato all'ospedale, fu di farsi fare il bucato e di mutarsi i panni dal capo ai piedi, di farsi rattoppare le scarpe e tenersele sempre lucide, di lustrarsi la catenella dell'oriolo, di costruirsi a fianco del letto una piccola toeletta, di rimpannucciarsi alla meglio provvedendosi d'una cravatta, d'un colletto e d'un cappello nuovi. Anche al vitto ci teneva, e però esigeva il pane cotto in punto, il bollito magro, la minestra particolare, il vino generoso, e via dicendo.

Un giorno, chiamato da molti fra noi che avevano bisogno di mutare copricapo, venne il cappellaio in corsia ed avendone portati parecchi, li depose tutti su di un letto che tosto fu attorniato da compratori, fra i quali il professore in parola. Mentre tutti stavano negoziando, ecco scoccare il mezzodì, ora in cui le suore distribuivano il vitto. Una di esse, come di solito, precedeva posando sul letto d'ogni ferito un piatto di peltro; teneva dietro un'altra la quale deponeva nel piatto un pezzo di bollito. Le razioni erano numerate una per ammalato, non una di più, non una di meno.

Essendo andata in lungo la contrattazione dei cappelli, qualcuno dei vicini di letto, approfittò, o da burla o da senno per appetito irresistibile, della razione destinata al professore. Ritornato costui e trovato vuoto il suo piatto, ritenne che la suora, perchè assente, lo avesse saltato e però reclamò la sua parte.

La suora protestò d'avergliela distribuita, egli rispose che no; essa insisteva ed egli che avea poche cerimonie, le domandò ruvidamente se lo teneva per un burattino da dir una cosa per un'altra. La suora tacque e diede senz'altro al reclamante un'altra razione.

Ma procedendo nella distribuzione quando arrivò all'ultimo e si trovò mancante una porzione, non potè trattenersi, e passando vicino all'amico, gli disse con un risolino:

— Ah furbo il signore! s'è voluto trattar bene quest'oggi!

Questi spalancò tanto d'occhi:

— O che intende di dire?

— Nulla. Se ha appetito, ce n'è ancora sa; basta che ella lo chieda.

— Ma che crede dunque che io l'abbia ingannata?