Ad alleviarlo, le diressi, poco prima di partire, un bigliettino e lo impostai alla stazione.
Le chiedevo scusa d'averla in tal modo ingannata: partivo per un affare di premura e la pregavo di non fare di me ricerca alcuna perchè a suo tempo le avrei fatto avere mie nuove.
II.
In viaggio.
All'albergo della Luna a Firenze, dove prendemmo stanza, ci attendevano parecchi amici partiti prima di noi. Primeggiava fra essi e fungeva da capo Francesco Tolazzi, valoroso soldato, che poi, fino a pochi anni or sono, fu modesto impiegato: ora pur troppo è morto. Nel 1864 era stato intrepido capitano di una piccola banda di insorti friulani i quali, battendosi a Monte Castello, avevano dalle alte vette delle Alpi Carniche messo in iscompiglio ed in moto un intero corpo d'armata austriaco che aveva alla testa il generalissimo Benedek, appositamente chiamato a tal comando. L'intera provincia del Friuli era stata posta in istato d'assedio. La mobilitazione di quel corpo costò all'Austria la bellezza di quasi due milioni di lire, mentre la banda dei volontari non raggiungeva forse i venti uomini!
Parte di costoro erano stati imprigionati, parte ne vidi io stesso rimessi in libertà nel 1866, altri riuscirono a fuggire e ripararonsi nel Regno.
Fra questi il Tolazzi, il Cella ed il venerando Andreuzzi. Quest'ultimo stette ben 17 giorni sotto un crepaccio di montagna mantenendosi a polenta e latte, che gli recava un pastore, e tenendosi la stricnina in tasca, pronto al suicidio piuttosto che cadere in mano al nemico!
Belle memorie!
Quando io ed il Muratti arrivammo, gli amici che ci avevano preceduto si preparavano a proseguire il loro viaggio. Avevano tutti portata seco una rivoltella e fu non piccola difficoltà l'adattarsela in modo che non fosse veduta; la scoperta di una compagnia di giovinotti armati a quel modo avrebbe potuto procurarci seri guai anche colla polizia italiana.
Essi dovevan passare il confine per Orte e Corese; noi insieme a qualche altro amico lo avremmo passato l'indomani dalla parte di Montalto e Civitavecchia.
Partirono dunque assieme gli amici Marzuttini, Berghinz, Andreuzzi juniore, Facci, Cella e Povoleri.