«Mi pare quasi superfluo darti l'autorizzazione di pubblicare il giornaletto di Giovannino Cairoli relativo a Villa Glori: — ma poichè tu la chiedi la dò con tutto il cuore. Anche se tu, senza interpellarmi, lo avessi fatto, non mi sarebbe mai venuto in mente di rimproverartelo, chè anzi ti avrei dato lode di curare con affetto e venerazione una memoria così cara e gloriosa. E oggi singolarmente in Italia, ove tanto scarso è divenuto il culto delle cose belle! e alla quale a ragione potrebbe rivolgersi l'apostrofe di Giacomo Leopardi:

O Italia, a cor ti stia

Fare ai passati onor, che d'altrettali

Oggi vedove son le tue contrade

Nè v'è chi d'onorar ti si convegna!

«E saranno malinconie di noi vicini al tramonto, vissuti in altri tempi, con altri ideali, con altra religione!

«Quando sarà uscito il tuo volumetto che, non dubito punto, riuscirà degno del fatto, non dimenticare di mandarne copia a Groppello, a Donna Elena. Là sono raccolte tutte le memorie di quelle anime buone e grandi, anzi grandissime, e non deve mancare quella di un amico, di un compagno d'armi.

«Con tutto l'affetto

«Tuo « Federico Napoli ».

GIORNALETTO DI CAMPO
DI
GIOVANNI CAIROLI