I dissodatori.
Lasciano a mille a mille l'alveare,
come le pecchie van nell'afa estiva.
Ove, che importa? ove si muoia o viva,
dentro i navigli che son culle e bare.
Scendono a branchi: madri nella stiva
covano bimbi e li addormenta il mare;
vecchi sognano un novo focolare
che scaldi lor la vita fuggitiva...
Tale, Italia, sei tu; lungo il tuo mare
generi e culli un'inesausta prole
e la spandi pel mondo come il grano.
Portatrice di pace ov'essa appare,
la terra scopre le sue membra al sole,
perchè il seme si levi e il fiore umano.
A uno straniero.
Non domandare, amico mio, qual gente
tenga il paese delle belle forme.
Il nostro genio in sale antiche dorme:
n'assiste il sonno un popolo indolente.
Mentre dai monti al mar corron le torme
a depredare il bel retaggio intente,
su la terra che cela il sogno ardente
dei padri monta un incubo deforme.