Siede un ramingo innanzi ai quadri. Dorme?
Qualcosa de' suoi padri è prigioniero
in ogni terra: egli non è straniero
ove dei padri hanno esulato l'orme.
Oasi di riposo al suo pensiero
destò la vista delle belle forme.
Tace. Dintorno scendono ombre a torme,
ombre di antichi dallo sguardo austero.
Susurran l'ombre: «Occhio che par serbare
la luce come il dïamante, mani
suscitatrici d'armonie viventi!...
Oggi avvinto a la gleba fra' giumenti,
d'idee latine e di beltà domani
adornerai la terra arata e il mare!»
Garibaldi.
I.
Ebbe il braccio fulmineo degli avi
e il nostro cuor dal palpito profondo.
V'è un genio istesso, che dal suol fecondo
della patria rivive a' giorni gravi?
Eri tu certo, Ligure, che davi
a un re straniero inutilmente un mondo;
or, dato un tetto a un popolo errabondo,
all'unïon dei popoli auguravi.
E quando sul Gianicolo balzasti,
Roma sorrise a tutti gli uomini. Ere
di sangue, chiuse! Aperti nuovi fasti!