Il nonno ascolta e sta meditabondo,
chè, bimbo, ha vïaggiato, vai e vai,
col suo babbo, lontano, per il pane.
Vai che ti vai... «Ma, babbo, o che rimane
molto?»—«No, poco». E non finiva mai...
Quand'ecco il mare: «Là, finisce il mondo!»
Hodie mihi...
Come i fanciulli guardano morire!
Spiano intenti senza batter ciglio...
Dov'è la morte? Da qual nascondiglio
nei bianchi letti insinua le spire?
Non era un mostro, vedon poi. Fuggire
non vale: è in noi. Non v'è miglior consiglio
che attendere che parta il padre, il figlio...
Di quante bare è nero l'avvenire!
Or dov'è quegli che passò le porte
ieri? Vuoto è il suo posto. Alcun s'illude
d'un suo ritorno? E un altro, ecco, scompare.
Temuta, accetta, desïata morte!
S'agita un piccol vortice, ed il mare
della vita sui morti si richiude...