La Madre dei cani a tutta quella lirica di amicizia rispose molto prosaicamente: — Ah! la Dante Alighieri! la Dante Alighieri! Ecco quella che rovina i figli di famiglia.... la Dante non da.... del pane (in musica). —

Il bisticcio materno della Dante che non dava, riferito da Edoardo a qualche amico, e da costui ad un’altro pervenne eziandio alle orecchie di Pinotto, che partì incontanente da Torino.

Si diceva che egli era ritornato in Toscana per rinforzarsi vieppiù nell’uso del linguaggio schietto e vivo di quella gente benedetta.

Invece, altro che Toscana! — Di lì a poco tempo si sparse la voce dapprima vaga e poi certa che quel giovane, il quale sembrava marciare verso un avvenire di una saldezza adamantina, avea per lo contrario liquefatte quasi intieramente le sue sostanze nella sua preparazione artistica, si era tuffato nel commercio a Genova e poi era partito per l’America.

XVI.

In effetto, parecchi mesi dopo, Pinotto ritornò dall’America tranquillo, come se tornasse da Cavoretto, raccontando di aver fatto l’ostetrico sopra un bastimento a vela, aver portato con le sue braccia damigiane di petrolio, ricevute mance da facchino e accordato pianoforti a Buenos Ayres; e nel ritorno essersi pubblicato inutilmente disponibile sulle tabelle della Borsa a Marsiglia. Aggiungeva allegramente avere ottenuto dalla cortesia di un macchinista il favore di abbruciare i suoi manoscritti letterari, i suoi lunghi studi nel fornello di una locomotiva a vapore.

D’allora in poi egli vagolò in campagna, a Torino, a Genova e a Firenze.

Però fino a quel tempo la sua fierezza artistica non aveva dovuto piegarsi per domandare mercè a chicchessia. E poteva tuttavia farne senza.

Imperocchè, quando aveva ricevuto le ottantamila lire in un picchio, egli ne aveva investito qua e là bizzarramente alcune parti; per esempio 10 lire in una cassa di risparmio; 200 in un’altra; magari soltanto una lira in una terza, tanto per incomodare un impiegato a scrivergli il libretto; 100 lire in conto corrente al Banco Sconto e Sete; 500 lire in una azione della Banca Indo-Germanica; 5000 in rendita turca, ecc.

Ora razzolando negli angoli del baule, gli fiorivano tra le mani quei titoli provvidenziali, e gli fecero buon prò anche quelli rinviliti dell’ottanta e più per cento.