«Dopo tutto quello, che hai fatto anche ultimamente, mi stupisco forte, che tu abbia ancora avuto l’ardire di indirizzarti a una tua madre. Ah! ci vuole un bel coraggio! Mangiar tutto, vendere tutto!
«Io l’ho subito detto, e poi me lo ha ripetuto anche il teologo, che sarei pazza da legare se ti ascoltassi ancora. Ti ho già ascoltato fin troppo per il passato, e pur troppo è stata la rovina tua e la mia.
«Adesso io ne ho appena abbastanza per andare innanzi con Carolina onoratamente.... Invece tu mi sembra, che tu abbia ancora buon tempo e delle storie per la testa. Dovresti tu aiutarmi nella vecchiaia e non pretendere il contrario... Basta, basta, caro figlio; se tu avessi avuto un po’ più di Religione non ti sarebbero capitate tante disgrazie. Questo solo posso risponderti, di essere una volta bravo e di andare sempre in chiesa a fare le tue devozioni da cristiano battezzato. Ecco ciò che ti è capitato a voler disobbedire i Santi Comandamenti di Dio e della Chiesa, e a stare a quello che dicevano quei scellerati garibaldini, tuoi amici, e anche a scaldarti sempre la testa con i romanzi che lo inferno li abbruciasse tutti una volta!
«Ah, caro figlio, mi raccomando tanto e poi tanto, va subito dentro una chiesa a domandare perdono nel confessionale delle tue mancanze. Io farò quantum possio per ottenere dalla Madonna la tua grazia. Anderò a sentire una messa per te alla Consolata, e farò anche venire la Carolina. Pregheremo con fervore la Madonna per la tua conversione dei peccatori. Faremo magari accendere una candela dinanzi all’altare maggiore in onore del Santissimo Esposto, acciocchè voglia toccarti più facilmente il cuore.
«Guarda, Pinotto, guarda la bontà, che hanno ancora per te tua madre e tua sorella, dopo tutto il male che hai fatto loro...
«Del resto noi due non possiamo fare mica di più, povere meschine che siamo per causa tua! Quindi aggiustati da te, come meglio saprai o potrai, soprattutto domandando perdono di cuore a Dio delle tue colpe e accostandoti con frequenza ai Santi Sacramenti.
«Ti saluto, ti saluto, anche per parte della Carolina che adesso fa il pastone dei Canarini.
«Addio, addio! Ai cagnetti non ho detto niente del tutto. Addio, addio. Credimi, sono e mi chiamo tua affezionatissima madre, signora signora Placida.
«Vedova Panetio nata Rhoccia»
«N. B. Ricevuto, appena dopo vergata presente, tuo dispaccio impiego.