ST. Spesso, e qualche volta ancora m'accompagnava quando io andavo, o tornavo dal mercato, e ricordomi che essendo una sera uscita della città a buio per andarmene a casa, tre volte usammo insieme inanzi che noi vi fussimo.
AP. La tua casa quanto è ella discosto dalla città?
ST. Intorno a un miglio.
AP. E perciò ha preso l'immagine d'una passera; ma io non mi posso imaginare quel che voglia dire questi abbracciamenti.
FR. Per contentare queste lupe, se si contentano però, dicendosi che elle si straccano, ma non già si saziano.
AP. Nè mi posso anco arrecare nella fantasia donde costoro possino pigliare piacere.
DIC. Dicono avercene tanto, che affermano non essere in terra un altro simile; e questo penso io che possa avvenire per più cagioni, e prima per la grandissima bellezza e grazia del viso che pigliano quelli spiriti maligni, di poi per la grandezza straordinaria de' membri, perchè con quella allettano gli occhi, e con questa gli riempiono le parti più occulte; inoltre fingono d'essere molto innamorati di loro, il che è carissimo sopra tutte l'altre cose alle misere donnicciuole. Possono ancora muovere drento qualche cosa, onde elle piglino più diletto che non fanno con gli uomini. Il simile credo che avvenga a quegli uomini, che usano i demonj per donne: conciossiachè quello sceleratissimo sacerdote (di cui dicevo poco fa) disse che pigliava molto maggior piacere del dormire con quel demone che si faceva chiamare Armellina, che con quante altre donne egli avesse mai avuto a fare. E perchè voi non pensassi che avesse avuta la pratica di poche, egli ebbe a fare insin con la propria sorella, e dicevasi, che n'aveva avuto un figliuolo. Come si fusse, questo so io che era in sul processo. Ed era tanto accecato quel povero uomo nell'amore d'Armellina, che bene spesso, andando in piazza, ella gli faceva compagnia, non la vedendo nissun altro, e per comandamento di lei, i bambini che gli erano portati alla chiesa per battezzare, ne gli rimandava a casa come erano venuti, ed alzava l'ostia non consacrata al popolo, fingendo coi gesti, e con le parole di sacrarla, per nascondere la sua iniquità; e se talora la consacrava, rivolti per dispregio i piedi all'insù, di quella figura immaculata, che vi si suol fare drento, l'alzava in alto, e riponevala per dare alle streghe, che la portasseno al giuoco. Quello amore demoniaco, era causa di tante sceleranze. Un altro pure in quel medesimo furore così bestialmente ama Florina (che così dice chiamarsi), che mi ha detto più volte (mentre che io l'esaminavo), volere innanzi morire, che lassare quella bellissima donna, di cui ha già tenuto la pratica quarant'anni. Ed è di modo impazzato, che non crede che sia altro Dio. Questo tale si serba ancora in prigione, se volesse per sorte pentirsi; ma perchè non crediate che costoro, che sono presi da tale amore, faccino solamente contro alla religione, sprezzino Dio, negandolo, ed abbandonando la fede, della quale avevan fatto professione insino allora, sappiate che fanno ancora contro alla repubblica, tolgono la roba d'altrui, macchiano ed infettano ogni cosa, e con i loro malefizj s'immergono al tutto, e si tuffano negli adulterj e negli stupri, ammazzano i bambini, e beonsi il sangue loro, provocano tempeste crudelissime, guastano i campi con tanta ruina di grandine, che quegli, che anticamente incantavano le biade, paiono essere stati manco nocivi; contra i quali fu fatta la legge, e posta poi nelle dodici tavole.
AP. Adunque ci fanno danno, non pure ne' beni di fuora che partorisce la terra, ma in quelli ancora che vengono dal cielo, e dall'aria che abbiamo intorno?
DIC. Domandane lei.
AP. Hai tu mai fatto venire tuoni?