DIC. Io certo stimo che elle siano in parte vere, cioè che l'essere loro sia qualcosa, ed in parte vane e senza fondamento nessuno; e massimamente quelle che son dette da qualcuni, della trasformazione de' buoi già mangiati, e poi risuscitati, distendendo la pelle riservata sopra l'ossa. Ma che siano portate qualche volta per aria, e che bene spesso mangino, bevano, prendano piaceri amorosi, questo non si ha al tutto da sprezzare come cosa falsa, e che repugni al vero. Potrei narrarvi molte cose affermate da testimoni d'autorità, s'io non temessi che voi vi chiamaste ingannati, perchè io volessi torvi il tempo concessovi d'udire la Strega.

AP. Serbalo di grazia a domane.

DIC. Il giorno di domane è già deputato per altre quistioni; ma se vorrete desinare meco, ancorchè noi siamo in villa, non ci mancherà da mangiare, ed aremo tempo di ragionare.

FR. Non è da ricusare il convito dell'amico, e tanto più degno, quanto che ci sarà manco da mangiare e più da ragionare.

AP. L'uno e l'altro mi piace; con l'uno si pasce il corpo, e con l'altro l'animo.

DIC. Domandate alla Strega di quello che più vi piace; io lascerò costui qui in mio scambio tanto che io torni, perocchè in tanto farò provvedere da mangiare.

AP. Avevi tu segno nessuno da chiamarlo quando tu eri nel circolo?

ST. Sì, uscendone, e chiamatolo due volte.

AP. Perchè non tre, o quattro?

ST. Non lo so, ma mi commetteva così: ed espressamente m'imponeva che io non lo chiamassi tre volte.