AP. Non arei mai potuto credere che elle avesseno saputo trovare tante sceleranze. Io certo che prima arei facilmente perdonato a questa sorte d'uomini, stimando che il peccato loro non fusse altro che leggerezza, circa all'esser condotti in questi errori: e credevomi che le streghe fusseno ingannate, facendo parere loro quel che non è; e giurerei che elle sono sbeffate per tal via. Ma così come ho sempre mai creduto alla religione della verità cristiana, così non comporterei in modo alcuno che si perdonasse a sì empi malfattori.
DIC. S'io farò che si vegga che questo appartiene alla religione cristiana, e che io ti adduca tanti testimonj, che sarà forza che tu creda in quel giuoco esser molte cose, le quali veramente (come noi sogliamo dire, concedimi questa parola) realmente si fanno, penso che poi ostinatamente non farai resistenza.
AP. Insino a qui l'animo non s'inchina nè all'una, nè all'altra parte.
DIC. Dimmi (ti prego) hai tu veduto mai morto alcuno risuscitato?
AP. Non n'ho veduti.
DIC. Credi tu che i morti possino risuscitare?
FR. Non lo negherà, sendo questo cantato da' poeti, e scritto da' filosofi, e principalmente appresso di Platone, i morti essere risuscitati dagli inferi.
AP. Io non do fede in una cosa così grave e di tanta importanza nè a' poeti, nè a' filosofi; ma all'evangelio.
DIC. Io ti metterò innanzi esempj d'un'altra cosa, che non si contenga nella scrittura sacra. Credi tu che le navi possino uscire dalle Gadi, e dal porto d'Ulisbona, città del Portogallo, e ora (rivolte incontro a Zefiro) essere portate per due mila cinquecento miglia, o più, o meno, in un paese tanto grande che non si sappia quanto giri di circuito, e ora rispignendole Zefiro per il mare Atlantico possino venire nel golfo Indico?
AP. Questo crederò io.