Lettere de la Motta ad Hettorre Fieramosca.

»Hettorre Fieramosca. Perchè, come vi ho scritto, hoggi che è Lunedì, mandarvi li nomi de’ Gentilhuomini, che seranno del nostro combattere, ve li mando, e sono questi — Marco de Frange — Giraut de Forzes — Gran Jan de Aste — Martellin de Sambris — Pier de Ligie — Jacobo della Fuontiena — Eliot de Baraut — Giovan de Landes — Saccet de Saccet — Francisco de Pisa — Jacopo de Guigne — Nanti de la Frasce — Carles de Togues, detto Monsignor de la Motta — Et avisarete per vostre lettere, e mandarete i nomi de’ vostri, e de quanti ostaggi volete che mandiamo da vostra banda, e ne manderete al presente la sicurtà dell’ostaggi, acciò possano venire sicuramente, e per quello ne porterà sicurtà de’ nostri, ve manderemo la sicurtà de’ vostri ostaggi, e per loro la sicurtà de vostra banda, e senza altro scrivere, lunedì che saranno li tredici del presente, ne troverete nello loco nominato nelle mie lettere — Da Ruvo a 6 di Febraro 1503 — la Motta.

Lettere di Hettorre Fieramosca di Capua.

»La Motta. Ho ricevuto due vostre lettere date in Ruvo a cinque, et a sei del presente, nelle quali havete mandato li nomi delli huomini pretendono combattere, e scrivete la prorogatione della giornata alli tredici del detto mese, e che manderete i vostri ostaggi domenica prima che verrà, per quelli manderete la sicurtà di tutta vostra banda, e che io, e miei compagni habbiamo a mandare i nostri ostaggi in Ruvo, per evitare la suspition della peste, e con loro la securtà de nostra parte, e specificate lo proprio loco infra Andri, e Corato, dove combatterono Don Alonso, e Baiardo, e che oltre li ostaggi, manderete lo assecuramento di Monsignor della Palizza vostro superiore, e promettete la fè vostra, che da vostra banda non serà inganno, ne soverchiaria alcuna, ne da questa gente d’armi che sono quà sotto lo governo di Monsignor della Palizza, ne da tutte le altre genti, che sono al servitio del Cristianissimo in questo Regno: E che similmente noi debbiamo mandare lo assecuramento, e nostra fè, che non ci sia inganno, ne soverchiaria alcuna de tutte le genti d’armi delle Cattoliche Maestà Re, e Regina in questo Regno. Et oltre di ciò dicete, che s’habbia a declarare quanti Giudici si hanno da eligere per banda, e che per quelli porteranno la sicurtà de’ vostri ostaggi manderete la sicurtà de’ nostri. E finalmente concludete, che senz’altro scrivere, lunedì che saranno i tredici del presente, vi troverete nel luogo nominato in vostre lettere; et io volendo corrispondere a vostre requisitioni, vi mando particolarmente i nomi de’ miei compagni che siamo al numero di tredici, e son questi — Guglielmo d’Albamonte — Mariano d’Abignenti da Sarno — Francisco Salamone — Giovanni Capoccio da Roma — Marco de Napoli — Giovan de Roma — Lodovico d’Abenavole de Capua — Hettorre Romano — Bartolomeo Fanfullo — Romanello — Riczio de Parma — Moele de Paliano — Fieramosca di Capua — Et anco mandamo guidatico, et assecuramento per li ostaggi vostri, che possano venire in Barletta, e per lo presente (come havete offerto) mandarete simil guidatico, et assecuramento per li ostaggi nostri, che si possano condurre in Ruvo: Et in lo modo, et ordine, che manderete li ostaggi vostri in Barletta con la sicurtà di Monsignor de la Palizza, e de tutta vostra banda, mandaremo nostri ostaggi in Ruvo, con lo assecuramento del Signore Don Diego de Mendozza, e de tutta nostra banda: e promettemo nostra fè, che da nostra banda non sarà inganno, ne soverchiaria alcuna da questa gente d’armi, nè da tutte altre che sono al servizio delle Cattoliche Maestà in questo Regno. Dell’elettione delli Giudici, sapete che bisogna, siano huomini per tal officio, di conditione, prattichi, et esperti, però quando avisarete distintamente la elettione da voi fatta, io, e miei compagni provederemo a tale effetto oportunamente, e vi avisaremo de nostra elettione, et avertite che gli huomini, che han da venire a vedere, siano di ugual numero così dalla parte vostra come dalla nostra, e se deve declarar, et determinar per li Superiori, che assecurano il campo. Potrete dunque far opera, che Monsignor de la Palizza habbia a significarlo al Signor D. Diego de Mendozza, e per commune loro disposizione s’habbia a declarare quanti han da venire dall’una, e l’altra parte. Che finalmente concludeti, che senz’altro scrivere, Lunedì che saranno li tredici dell’instante mese, vi trovarete al luogo destinato dalle vostre lettere: Vi rispondo, che in la medema forma, io, e miei compagni, compareremo con li cavalli copertati, e con le persone nostre armate de tutt’armi, con lanze, spade, stocchi, et altre armi manuperabili, a sostentar, e difendere, secondo ho scritto per altre mie lettere — Da Barletta a dì 7 di Febraro 1503 — Hettorre Fieramosca«.

E ’l tenor dell’assecuramento del Signor D. Diego de Mendozza siegue in tal modo.

»Don Diecus de Mendozza Serenissimarum, et Catholicarum Majestatum armorum Capitaneus etc.

»Perchè Hettorre Fieramosca, e suoi compagni al numero di tredici Italiani ne haveno fatto intendere doverno comparere in la giornata deputata per la Motta, et altrettanti suoi compagni Francesi, quai pretendono combatter contro essi Italiani in lo campo intra loro specificato, fra Andri, e Corato, e per segurtà dell’una, e l’altra parte se haveno da mandare ostaggi reciprocamente, et acciò quelli seran mandati per la Motta, e suoi compagni Francesi, non abbiano a dubitare di pater molestia, pericolo, ne detrimento alcuno. Per tenor della presente, sub verbo, et fide nobilium, guidamo, ed assecuramo li Gentilhuomini, che per li predetti la Motta, e suoi compagni seranno destinati per ostaggi, che possano venir liberi, e securamente in Barletta, e commorar in detta Terra, secondo la forma de loro obbligationi, e conventioni; e dopoi detti ostaggi possano ritornare in Ruvo senza impedimento, ne danno alcuno in loro persone, ne in robbe, declarando a tutti, e singoli Capitanei, stipendiarii, soldati, pedoni, et altre genti d’armi suddite delle Cattoliche Maestà, et imponendoli da parte di quelle, che debbiano osservare alli predetti ostaggi la presente forma di guidatico, e salvocondotto, juxta sua serie, e tenore, e così nello venire di detti ostaggi in Barletta, e commorar in detta Terra, come ancora nel ritornare in Ruvo. Non facendo il contrario per quanto ciascuno desidera evitare l’ira, et indignatione di dette Cattoliche Maestà, et evitare la pena della vita. E per declaratione della verità, cautela, e securtà di tutti ostaggi havemo spedite le presenti subscritte di nostra propria mano, e con la impressione del nostro solito sigillo — Di Barletta a 7 di Febraro 1503 — Don Diecus de Mendozza.

Lettere de la Motta responsive ad Hettorre.

»Hettorre Fieramosca. Ho ricevuto vostre lettere, e quelle intese, e rispondo hoggi, che sono li undici del presente mese di Febraro risolutamente, come per voler effettuar, e mandar lo negotio a porto, vi mando li presenti Gentilhuomini per ostaggi da nostra banda, quai sono Monsignor de Musnai, e Monsignor Dummoble, a tal che con securtà possiate venire. Perloche voi manderete i vostri ostaggi per nostra securtà, acciò con gratia di nostro Signore Iddio lunedì primo che saran li tredici del presente mese, ambe le parti si possano condurre in lo loco appontato, dove combattero Monsignor Baiardo, e D. Afonso fra Andri, e Corato. E perchè in dette lettere ci dimandate l’assecuramento dell’Illustre Monsignor della Palizza nostro Superiore, a sua Illustre Signoria non have parso di farlo; Però vi dicemo, che senza dubio alcuno vogliate liberamente venire, che vi promettemo la fè nostra, possate securamente venire, che ne da noi, ne da nostra banda, ne da gente, sono in questo Regno al servitio della Cristianissima Maestà, vi sarà usata soverchiaria alcuna, dovendovi donar il campo sicuro; E quando dubitassivo dell’opposito, e si facesse soverchiarla, da mò ci donamo per vostri prigioni: E dovendosi far questo medesimo per voi, ne prometterete, per voi, e vostre bande, e tutte genti sono in questo Regno per servizio delle Cattoliche Maestà Re, e Regina d’Ispagna. E volendo dar effetto al sopradetto, non ci accade altra securtà, ne dilation di tempo, per havermo una con miei compagni in detto tempo deliberato in detto luogo comparere con li cavalli copertati, e nostre persone armate de tutte arme necessarie, dovendovi trovar in detto luoco, e dì alle dieceotto hore, o vero avante, acciò s’habbia tempo di posser eseguire i nostri desiderii, fandovi intendere, che noi condurremo là quattro Giudici eletti da nostra banda, e tredici altri huomini ne condurranno li cavalli, e sedici Gentilhuomini verranno à vedere, per li quali tutti prenominati non vi sarà altro che porti armi, eccetto noi deputati al combattere, e li quattro Giudici, e li altri Gentilhuomini verranno a vedere, e li ventisei che meneranno li cavalli, e condurranno l’elmetti, veneranno disarmati; Però vi dicemo, se volete, tutti li sopradetti vengono in nostra compagnia à detto numero, se hanno da comprendere nel medesimo assecuramento, come noi altri: E volendo voi condurre altrettanti in simil modo dal canto, e banda vostra, declaramo se intendano nel medesimo assecuramento per noi, e nostra banda, venendono in vostra compagnia. Ancora vi mandamo li nomi delli Giudici, secondo qui da basso vederete notati — Da Ruvo à gli 11 di Febraro 1503 — La Motta — Li nomi delli Giudici sono questi — Monsignor de Bruglie — Monsignor de Murabrat — Monsignor de Bruet — Etum Sutte.

El tenor dell’assecuration de Monsignor della Palizza siegue in tal modo.