[205]. Quinternione III fol. 127 e 193 a t. Vedi anche i Repertorj innanzi citati.

[206]. Detto Repertorio Primo de’ Quinternioni delle Provincie di Capitanata e Bari fol. 172.

[207]. Literarum Partium XVIII anni 1478 ad 1479 Camera IX lit. A Scanzia I Num. 37 fol. 208 a t. ad 209.

[208]. Tacitus Annalium lib. IV.

[209]. Guicciardini Storia d’Italia lib. V. Cantalicii Consalvia lib. II. Pauli Jovii vita Consalvi lib. II. Giannone Storia Civile del Regno di Napoli lib. XXIX cap. IV.

[210]. Non è forse ciò improbabile. Ne’ giornali pubblicati al tempo dell’Impero Francese mi ricordo di aver letto che dopo la famosa battaglia di Jena guadagnata da Napolione Buonaparte contro i Prussiani, i Francesi abbatterono la colonna di Rosbacch, trofeo della insigne vittoria ivi riportata da Federico il Grande Re di Prussia. Ma coll’aver tolta quella colonna fecero sì che non abbiano essi perduta quella giornata? Oscurarono forse con ciò la gloria militare di Federico che seppe guadagnarla?

[211]. La città di Castellaneta non è vicina a Barletta; ma bensì alla distanza di ottanta miglia e più. È questa una circostanza da valutarsi nel fatto di cui si parla non bene riportato dal Guicciardini come più giù saremo a vederlo.

[212]. Ruvo, non Rubos, non è stata mai una Terra; ma in tutti i tempi è stata sempre considerata come una città distante da Barletta sedici miglia e non già dodici.

[213]. Guicciardini Storia d’Italia lib. V.

[214]. Non è improbabile che quella parte della muraglia che Paolo Giovio dice di esser crollata sotto i colpi dell’artiglieria di Consalvo, sia stata quella che tredici anni dopo nell’anno 1516 fu dai Ruvestini riedificata dalle fondamenta e di miglior costruzione, come più giù saremo a vederlo.