[245]. Regest. Caroli II anni 1306 et 1307 fol. 222.

[246]. L’espressioni quì adoperate sono molto pregne, e s’intende bene a che alludono. Mi dicevano i vecchi di Ruvo che più di un Abruzzese entrato in quel bosco valendosi del proprio dritto non si era trovato più nè vivo, nè morto. Gli antichi Duchi di Andria non sono stati coi Locati Abruzzesi così benigni e sofferenti come lo furono i Padroni di masserie Ruvestini da essi flagellati barbaramente.

[247]. Stefano de Stefano Tom. I cap. XI n. 36.

[248]. In quell’epoca le contribuzioni dovute allo Stato si pagavano per fuochi. Si numeravano le famiglie di ciascun Comune. Ogni famiglia formava un fuoco. Ogni fuoco aveva la imposta determinata, e dal numero de’ fuochi risultava la somma che pagar doveva il Comune. Quindi il prezzo della Giurisdizione della Portolania, e de’ Pesi e Misure fu caricato sulla somma che il Comune di Ruvo contribuiva allo Stato secondo il numero de’ fuochi.

[249]. Partium XXXIV ora 4018 anni 1629 et 1630 fol. 247 a t.

[250]. Regest. Partium XLIV anni 1607 ad 1608 Camera IX lit. Q Scanz. I n. 166 fol. 160 retro et 161.

[251]. Atti per gli assegnatarj de’ Fiscali della città di Ruvo, etc.

[252]. Fol. 216 detti atti.

[253]. Atti di discarichi prodotti dall’olim Amministratori della città di Ruvo per la revisione de’ loro conti fol. 40 a 42.

[254]. Atti per i creditori di attrasso sopra la Università di Ruvo in Provincia di Bari vol. II fol. 1 a 25.