Per non mancare di esattezza non lascio quì di avvertire che quel Gorgoglione di cui ha parlato Luca Olstenio non è un nome ideale. Vi è nel nostro Regno un picciolo Borgo nella Diocesi di Tricarico, il quale porta tal nome. È però questo in altra Provincia ed in una Regione ben lontana dal sito dell’antica città denominala Silvium oggi Castello del Garagnone come risulta dai seguenti documenti.

Carlo Borrelli nel suo libro intitolato Vindex Neapolitanæ Nobilitatis ha pubblicato un prezioso documento Normanno che si conserva nel Grande Archivio del Regno. È questo il Catalogo de’ Feudatarj e Suffeudatarj che al tempo del Re Guglielmo il Buono contribuirono la loro quota de’ soldati per la spedizione di Terra Santa. Nel riportarsi in esso i Feudatarj e Suffeudatarj della Provincia di Basilicata si legge la seguente Rubrica: Comitatus Montis Caveosi = Isti sunt Barones, qui tenent feuda de Comitatu Montis C.

Si recano i nomi di diversi Suffeudatarj di parecchie Terre e Castelli in gran parte tuttavia esistenti ed in parte distrutti, che appartenevano alla detta Contea di Montescaglioso, e tra essi vi è un certo, Patritius, qui tenet feudum Gurgulionis, quod est feudum II militum. Della Terra di Gorgoglione si parla anche in un Registro di Carlo II di Angiò che si conserva nel detto Grande Archivio. Si rileva da esso che quel Sovrano nell’anno 1309 diresse sua lettera al Giustiziere della Provincia di Basilicata, ed ordinò che si fossero rilasciate le contribuzioni fiscali agli uomini ed alle Università Guardiæ, Mesianelli, Gurgulionis, et Tulbii (Tolve) in considerazione de’ danni sofferti nella guerra dai suoi nemici[69]. Da altro Registro di Giovanna II dell’anno 1415 che si conserva del pari nel Grande Archivio, si rileva che la Terra Gurgulionis nella Provincia di Basilicata era tassata per cinque once l’anno, sulle quali le fu dalla Regina rilasciata un’oncia e quindici tarì[70].

Dai premessi Registri quindi risulta che la Terra denominata Gorgoglione era nel cuore della Basilicata, e formava parte della Contea di Montescaglioso con altri feudi siti tutti nell’interno di quella Provincia. Il Garagnone al contrario sta nella parte estrema della Provincia di Bari, cioè nell’antica Peucezia, ove Strabone allogò la città denominata Silvium, come lo provano li seguenti Registri Angioini.

Il Re Carlo I di Angiò con sua lettera del dì 9 dicembre 1273 scritta da Corato fece sentire Magistro Juris che risedeva in Barletta, Quod Casale Guarilioni possessum per Magistrum et Fratres Hospitalis S. Joannis Jerosolimitani in Regno morantes ad nostrum demanium pertinet pleno jure. Gli ordinò quindi che gli avesse citati a comparire innanzi alla Gran Corte e produrre i titoli giustificativi che credevano avere super prædicto casali, seu feudo[71].

Da altro Registro del Re Roberto dell’anno 1324 risulta che fu da lui scritta al Giustiziere della Terra di Bari Lettera Regia, colla quale gli disse che Fra Bernardo de Bellaffario Luogotenente del Priore dello Spedale di S. Giovanni Gerosolimitano di Barletta gli aveva esposto che Castrum Guaralionem[72] in decreta tui Justitiariatus Provincia situm era franco dal pagamento del servizio militare per concessione e privilegio ottenuto dall’Imperatore Errico. Che avendo quindi dimandato di godere di tale franchigia, diè il Re le disposizioni opportune[73].

Un altro Registro Angioino di cui non si sa l’epoca contiene una informazione presa di tutti li Feudatarj e Baroni della Terra di Bari per ordine del Giustiziere di quella Provincia Pietro Rotondo. In cotesta informazione si legge ciò che siegue: Et in Guaranione invenit idem Commissarius quod locus Guaranioni est Hospitalis Sancti Joannis Jerosolimitani de Barolo, et dictum Hospitale est immune a servitio pro eodem loco: tamen invenit ipsum locum valere Per annum uncias triginta[74]-[75].

Non si conosce come il Castello del Garagnone sia uscito dalle mani dell’Ordine Gerosolimitano. È sicuro però che ne’ tempi posteriori è stato posseduto in feudo da diverse persone, e fino ai nostri giorni ha ritenuto sempre, come attualmente anche ritiene lo stesso nome, il che lo compruovano li seguenti notamenti del Cedolare della Provincia di Bari che si conservano nel Grande Archivio.

Nel Cedolare dell’anno 1500 si legge il Duca di Gravina Possessore del Garignone. Nell’anno 1528 fu conceduto a Filiberto de Chalon Principe di Orangia lo stato di Gravina et Castrum Garignoni. Nell’anno 1536 passò il feudo del Garagnone a Fortunato Grimaldi che fu per esso tassato in adoa. Nell’anno 1615 si vede tassato in adoa Ercole Grimaldi pro Castro Garagnoni inhabitato. Nell’anno 1643 il Principe di Cellamare acquistò Castrum Guaragnone inhabitatum. Nell’anno 1705 D. Giulia Nicastro acquistò Castrum Guaragnone. Nell’anno 1710 Tommaso Mazzaccara acquistò il detto Castrum Guaragnone. Alla Famiglia Mazzaccara dopo l’abolizione della feudalità è stato il Garagnone spropriato dai suoi creditori.

Ha quindi errato Luca Olstenio allora che ha detto che l’antica città della Peucezia denominata Silvium stava nel sito denominato il Gorgoglione. Cotesto errore di nome la trasporterebbe nel centro della Basilicata, molto lungi da quella linea che si trova indicata da Strabone, dall’Itinerario di Antonino e dalla Tavola Peutingeriana, la quale corrisponde perfettamente al Castello del Garagnone.