Victor Gargani condebat Japygis agris[126].
Quindi Servio su di altro luogo del Poeta osserva. Diomedes in Apulia condidit civitatem, quam Patriæ suæ nomine appellavit, et Argos Ippion dixit, quod nomen postea vetustate corruptum est, et factum ut civitas Argyripa diceretur, quod rursus corruptum Arpos dixit Plinius lib. III Cap. XI[127].
Lo stesso dir si deve delle città Eraclea, e Locri riprodotte similmente dalla Grecia in Italia, ed anche di Turio che ben si può dire denominata dalla Greca città Thuria di cui fanno menzione Strabone, Pausania, Stefano Bizantino, ed altri[128]. Nè solo delle città Greche si videro quì riprodotti i nomi; ma anche de’ fiumi della Grecia. Il fiume Crati che scorre ove prima vi era la città di Sibari, ed indi quella di Turio, e che viene formato dalla unione di due fiumi, prese tal nome da un fiume della Grecia, di cui dice Strabone. Ad Achaicas porro Ægas fluvius est Crathis, qui ex duobus fluminibus auctus a permixtione, seu temperatione nomen habet, ut et Italiæ Crathis[129].
Si legge lo stesso anche presso Erodoto. Inde Ægira, et Æga in qua est Crathis fluvius perennis, a quo Italicus ille vocatus est[130]. Pausania similmente parlando del Monte Crati della Grecia, dice In eo Monte Chratidis amnis fontes sunt. Labitur is in mare præter Ægas, desertum ætate mea vicum, Achæorum olim urbem. Ab eo nomen accepit Crathis Italiæ in Brutiis fluvius[131].
Lo stesso dir si deve del fiume Acheloo della Etolia, da cui prese il nome il nostro fiume chiamato da Strabone, e da Plinio Acalandro, il quale porta oggi il nome di Salandrella, e scorre per i campi dell’antica Eraclea.
Vi è quindi tutta la ragione di dirsi che la città di Ruvo abbia allo stesso modo preso il suo nome da altra antica città della Grecia che si volle quì riprodurre. Rimane solo ad indagarsi quale di esse coloro che la fondarono abbiano avuto in mira nell’imporle il suo nome.
Ci fa sapere Strabone che nel Peloponneso, donde partirono Oenotro e Peucezio coi loro seguaci vi erano due antiche città, dalle quali ha potuto derivare benissimo il nome imposto alla nostra città. Della prima di esse sita nell’Acaja dice così Quod ad reliquas sive urbes, sive portiones Achajæ attinet Rypes non habitantur: regionem, cui Rypidi nomen fuit Æginenses, ac Pharienses occuparunt, et Æschilus alicubi hæc habet
Sacramque Buran, et Ceraunias Rypas,
Fuit hæc Myscelli patria, qui Crotonem condidit. Sed et Leuctrum pagus fuit Rypidis ad urbem Rypas pertinens[132].
Dopo avere indi parlato delle città dell’Arcadia distrutte in tutto, o in parte soggiugne Quæ vero Homerus refert