Li già detti ordini di pagamento diretti ai Regj Incaricati amministrativi della Provincia, mentre la nostra città si trovava già conceduta in feudo, ed era posseduta dalla famiglia concessionaria fin dall’anno 1269, pruovano concludentemente ch’era rimasta la Bagliva di Ruvo esclusa dalla concessione, ed aveva il Re seguitato a ritenerla per se. Tanto più è ciò sicuro, quanto che costa da altri Registri che dall’anno 1269 fino all’anno 1291 la nostra città non era più ritornata al Regio Demanio, ma fu sempre posseduta dalla famiglia de Colant che nella precitata concessione del dì 29 Settembre 1269 erroneamente fu detta de Colna.

Con lettera dello stesso Re Carlo I diretta al Giustiziere della Terra di Bari del dì 12 Marzo 1272 fu allo stesso ordinato di prendere informazione della rendita che dava Castrum Rubi ex foresta, et terris convicinis, et circumadjacentibus dicto Castro e da qualsivogliano altre possessioni e proventi. Si dice in essa che la detta città era conceduta in feudo Arnulfo de Colant[169]. Con altra lettera dello stesso anno concedè il Re al detto de Colant in pagamento de’ suoi soldi che doveva conseguire il residuo delle contribuzioni Fiscali che andava dovendo Universitas Rubi[170].

In altro Registro poi dell’anno 1277 lo stesso Re Carlo I dice così: Supplicavit excellentiæ nostræ Jannoctus de Colant filius et heres quondam Arnulfi de Colant familiaris noster, ch’essendo morto il di lui genitore, voleva essere giuste le leggi e le usanze allora in vigore, assicurato dagli uomini de’ feudi che aveva da lui ereditati siti in diverse Provincie del Regno. Quindi il Re nel dì 4 Giugno del detto anno scrisse da Venosa ai diversi Giustizieri delle Provincie suddette, tra i quali: Iustitiario Terræ Bari pro eodem Jannocto quod ipsum assicurare faciat ab hominibus Terræ Rubi[171].

Non si conosce con precisione fino a qual tempo cotesto Jannotto possedè la nostra città. Da un Registro però di Carlo II che succedè nel Regno nell’anno 1285 risulta che nell’anno 1291 era costui già morto. Pria di parlar di esso, non ometto che da altra Lettera Regia dello stesso Re Carlo I del dì 19 Febbrajo 1274 si rileva che aveva la università di Ruvo dimandato uno sgravio de’ pesi fiscali, ed il Re spedì ordini pressanti al Giustiziere della Terra di Bari, perchè avesse sollecitata la informazione a lui commessa sull’assunto[172].

Il Re Carlo II con sua lettera del dì 25 Gennajo 1291 scritta da Capua al Giustiziere della Terra di Bari ordinò che tutti i Baroni di quella Provincia i quali possedevano feudi donati dal Re si fossero trovati coi loro soldati e cavalieri bene armati, e bene equipaggiati a S. Germano a tutto il quindicesimo dì del mese suddetto sotto la pena della perdita de’ loro beni[173]. Con altra lettera del dì 20 Aprile dello stesso anno furono replicati li medesimi ordini generalmente a tutti i Baroni tanto Regnicoli che Esteri di quella Provincia. Fu soggiunto bensì che si fossero essi trovati a S. Germano coi loro soldati nel termine di otto giorni a contarsi dal dì che sarebbe stato loro comunicato l’ordine suddetto.

In ambe le precitate Lettere si vedano segnati un per uno i nomi de’ feudatarj di quella Provincia chiamati al servizio militare. Si leggono tra questi Dominus Arnulfus de Colant Dominus Rubi. Dominus Guiso Guinardus Dominus Losili et Terlitii[174]. Dal che viene a rilevarsi che nell’anno 1291 Giannotto de Colant era morto, e gli era succeduto Arnolfo II forse di lui figliuolo che portava il nome dell’avo.

Non si conosce nè il tempo nè il modo in cui la città di Ruvo uscì dalle mani della famiglia de Colant. Che abbia però dopo l’anno 1291 avuto un nuovo padrone lo pruovano i seguenti Registri.

Nella informazione senza data de’ Baroni e Feudatari della Terra di Bari presa per ordine del Giustiziere di quella Provincia Pietro Rotondo, della quale ho parlato nel Capo III pag. 49 si legge ciò che siegue: Invenit dictus Commissarius quod Robertus de Juriaco est Dominus Rubi, majoris ætatis, et tenetur servire Curiæ pro Terra ipsa feudali de servitio quinque militum.

Item invenit quod subscripti feudatarii majoris ætatis tenentes quotas partes feudorum sunt in Terra ipsa videlicet.

Guarnerius Gallicus, qui tenetur servire de tribus partibus unius militis pro bonis feudalibus, quæ tenet ibidem pro parte uxoris suæ.