Orazio però partito da Canosa non andò certamente a pernottare a quel Netium ch’è un nome puramente ideale. Andò bensì a pernottare a Ruvo ch’era la città intermedia di fermata tra Canosa e Celia, tra Canosa e Bari.

Inde Rubos fessi pervenimus, utpote longum

Carpentes iter, et factum corruptius imbre.

Postea tempestas melior, via pejor ad usque

Bari mœnia piscosi[25].

Ecco la città intermedia di fermata tra Canosa e Bari, tra Canosa e Celia. Da Bari Orazio passò ad Egnazia, e di là a Brindisi termine della stessa via descritta da Strabone, e del suo viaggio.

Giova quì anche osservare che se il luogo di fermata tra Celia e Canosa fosse stato quel Netium, che da taluni si è spacciato con poca riflessione di essere stato lo stesso che l’attuale città di Andria, ne sarebbe da ciò risultato un cammino molto mal ripartito, e quindi assolutamente incoerente. Ed in vero da Celia, oggi Ceglia, ad Andria vi è la distanza poco minore di quaranta miglia, e da Andria a Canosa quella di nove, o al più dieci miglia. Ma in quale Itinerario antico, o nuovo si trova un cammino di due giornate ripartito con una simile insensatezza?

Si aggiunga a ciò che troppo lungo sarebbe stato anche il cammino da Celia al preteso Netium secondo il sistema di viaggiare di quel tempo, e la qualità delle vetture che si adoperavano. Orazio dice di aver fatto da Canosa a Ruvo un lungo cammino utpote longum carpentes iter. Ma da Canosa a Ruvo non vi sono che venti miglia a farsi. Quanto più lungo sarebbe stato il cammino da Celia a Netium (Andria), essendovi una distanza ch’è quasi il doppio? Sotto tutti i rapporti quindi si rende chiaro e manifesto che quel Νήτιον è un nome corrotto, ed intruso in quel luogo di Strabone ove vi era scritto Rubi, vera ed unica città di fermata intermedia tra Celia e Canosa su quella strada da Roma a Brindisi che imprese egli a descrivere.

Queste giuste osservazioni le rafferma vie più l’Itinerario dell’Imperatore Antonino. La strada che in esso è tracciata da Roma fino ad Otranto è quella stessa che Strabone ha descritta, cioè la prima che traversava la Daunia, ed indi la Regione Peucetica. Giunta quindi la stessa da Roma nella Puglia è dall’Itinerario suddetto così riportata. Ecas (Troja) M. P. XVIII. Erdonias M. P. XVIIII. Canusio M. P. XXV. Rubos M. P. XXIII. Butuntus M. P. XI[26] Barium M. P. XII.

Or cotesto Itinerario stabilito dalla pubblica Autorità tronca tutte le quistioni sulla parola Νήτιον, poichè fissa la città di Ruvo come il luogo intermedio di fermata tra Canosa e Bari, donde poche miglia lungi era Celia. Lo fissa inoltre con quella giusta proporzione che vi dev’essere nella ripartizione del cammino, poichè segna ventitre miglia da Canosa a Ruvo, ed altrettanti da Ruvo a Bari.