Pietro Vesselingio inoltre nella bellissima edizione che ci ha data dell’Itinerario di Antonino stampata in Amsterdam nell’anno 1735 vi ha unito un altro antico Itinerario dalla città di Bordò della Francia fino a Gerusalemme che si crede dell’epoca dell’Imperator Costantino. In cotesto Itinerario che presenta il ritorno del viaggiatore da Gerusalemme a Bordò si vedono notati non solo i luoghi di fermata ove si pernottava detti Mansiones nell’Itinerario di Antonino, ma anche quelli ne’ quali si cangiavano a mezza strada le vetture, o gli animali da tiro che nell’Itinerario Gerosolimitano sono indicati col vocabolo Mutationes, come anche il detto Vesselingio lo ha avvertito nella prefazione allo stesso premessa.
Dopo essersi nel detto Itinerario descritti i luoghi per i quali allora si passava nel tratto di strada che vi è da Otranto fino alla città di Bari indicata col nome di Beroes, si vengono a segnare gli altri luoghi da Bari in qua, e si dice così: Civitas Beroes M. XI. Mutatio Botontones (Bitonto) M. XI. Civitas Rubos M. XI. Mutatio ad quintum decimum M XV. Civitas Canusio M. XI. Mutatio XI. Civitas Gerdonis (Erdonia) M. XV etc.
Dal che risulta sempre più dimostrato che il luogo di fermata intermedio tra Bari e Canosa, o tra Celia e Canosa è stato sempre, ed in tutti i tempi la città di Ruvo, e non già quel supposto Netium di Strabone che si è da taluni inconsideratamente smaltito di essere stato lo istesso che l’attuale città di Andria.
Che sia questo un puro sogno lo prova concludentemente lo stesso Itinerario Gerosolimitano, il quale il luogo della Mutazione, o sia del cangiamento della vettura, o degli animali tra Ruvo e Canosa lo reca così Mutatio ad quintum decimum. Risulta da ciò chiaramente che cotesto luogo anonimo della Mutazione suddetta non doveva esser altro che un albergo messo nella campagna per dare ai viandanti il comodo di cangiar la vettura, o gli animali, come si fa anche oggi per lo cangiamento delle poste, poichè ove non vi sono città o villaggi, si cangia la posta ne’ designati alberghi messi in campagna sulle strade Consolari.
Quindi molto bene avverte Vesselingio nella precitata sua prefazione: Porro Mansio quid sit nullus puto ignorat. Mutationes sunt veredorum, vel animalium ad iter. Eæ vehiculis, et animalibus, eorumque pabulis instructæ erant: sed non ceteris rebus ad usum vitæ humanæ peregrinantibus necessariis. Ideoque distinguuntur in libris nostris, ut XI Cod. Theodos. tit. I cap. IX.
Or se tra Canosa e Ruvo sull’antica Via Appia detta poi Trajana vi fosse stata a mezza via la pretesa città denominata Netium (ora Andria), la Mutazione si sarebbe situata nella città suddetta, e non già in un albergo messo in mezzo alla campagna. Ed in vero nello stesso Itinerario il luogo della Mutazione tra Bari e Ruvo si vede stabilito nella città di Bitonto che sta alla metà del cammino tra l’una e l’altra. Si vede lo stesso replicato anche in tutti gli altri luoghi, ne’ quali tra due città di fermata ove i viandanti pernottavano dette Mansiones, vi era una città intermedia ove situar si poteva la Mutazione delle vetture o degli animali.
Era ciò anche nel buon senso. Le vetture han bisogno di risarcimenti e gli animali addetti alle stesse han bisogno di ferrature, di medicine, e di assistenza quando sono ammalati. A questi bisogni si può supplire con molto maggiore facilità ne’ luoghi abitati che in mezzo ad una campagna. Se tra Ruvo e Canosa vi fosse stato quel supposto Netium, si sarebbe ivi situato il luogo della Mutazione, e non già in mezzo ad una campagna, ove non vi potevano essere artieri e maniscalchi. Le Mutazioni si situavano a tal modo quando non si poteva fare altrimenti e quando mancava la vicinanza di una città.
Francesco Maria Pratilli nei suo libro sulla Via Appia ha creduto che il luogo della Mutazione ad quintum decimum tra Ruvo e Canosa segnato nell’Itinerario Gerosolimitano sia stato nel sito, o nelle vicinanze di quell’antica osteria che porta oggi il nome di Guardiola messa a mezza via sull’antica strada che da Ruvo mena direttamente a Canosa. Conferma questa sua conghiettura col dire che nelle vicinanze della osteria suddetta ha ei medesimo osservato che tuttavia esistono i tratti delle grosse selciate della via Trajana la quale passava per quel luogo[27].
Cotesta sua conghiettura non è improbabile, e forse la detta antica osteria non per altra ragione si trova tuttavia in quel sito solitario, se non perchè era quello un tempo il luogo della mutazione ad quintum decimum indicata nell’Itinerario Gerosolimitano che si è conservata per osteria ne’ tempi posteriori[28]. Ma questo istesso esclude la esistenza del preteso Netium di Strabone che si vuol credere lo stesso che l’attuale città di Andria, e ciò per un’altra convincentissima ragione.
La predetta osteria detta Guardiola è lungi da Andria due miglia e mezzo. Or se l’antica via Trajana che da Canosa menava a Ruvo passava pe ’l sito della detta osteria, è chiaro per se stesso che passar non poteva per quel sito ove attualmente sta la città di Andria che n’è discosto due miglia, e mezzo. Questa osservazione rende chiaro vie più che quel luogo di Strabone il quale ha situata la supposta città denominata Netium sulla strada consolare che da Brindisi menava a Roma è manifestamente corrotto e viziato, perchè tra Ruvo e Canosa non vi era alcuna città per la quale fosse la stessa passata.