Per chi dunque mi battei nell’ardua quistione ch’ebbi a sostenere nel S. R. C. nell’anno 1798 per gli usi civici del bosco di Ruvo, se la vittoria allora riportata, in vece di accrescere i proventi della cassa comunale deve servire ad una distruttrice depredazione? È questo però un discorso troppo spiacevole, il quale esige un più largo sviluppamento, che non potendo aver luogo in un cenno istorico, lo riserbo ad altro mio lavoro.
Terminati nel modo di sopra esposto tutti i giudizj dedotti nell’anno 1797, vi rimasero soltanto quelli istituiti nell’anno 1804 per i terreni del Monte della Pietà e per l’antica difesa comunale. Questi due giudizj dal Tribunale della Regia Camera della Sommaria passarono alla Commissione delle cause feudali istallata ne’ primi anni del decennio del Governo Militare. Per i terreni del Monte della Pietà vedendo il Duca che gli mancava qualunque documento per potergli ritenere, gli rilasciò volontariamente, e finì la lite.
Per li carri ventotto della difesa vi fu larga discussione tanto sull’azione principale della nullità de’ contratti dal Duca allegati, quanto sulla dimanda subordinata della reintegra in vigor della Prammatica XVIII De administratione Universitatum.
La Commissione feudale voleva far presto. Per far presto più d’una volta arbitrava. Le piacque in questo rincontro di seguire il giudizio di Salomone. La difesa suddetta fu divisa in due parti uguali. Quella più vicina all’abitato fu data alla nostra città. L’altra rimase al Duca. La porzione attribuita alla città non rende meno di annui ducati mille e dugento, ma può rendere anche più.
Con questo giudicato della Commissione feudale rimasero esauriti tutti i giudizj da me diretti. Lascio ora ai miei concittadini il confronto tra le operazioni dell’anno 1750, e quelle dell’anno 1797.
CAPO XIV. Fatti principali avvenuti nella città di Ruvo dalla fine del secolo XVIII in poi.
Dopo aver parlato del risultamento de’ giudizj promossi contro la Casa Baronale, il quale benchè seguito in epoche diverse esigeva un prospetto continuato, do un passo indietro per ripigliare il filo degli avvenimenti li più importanti che hanno avuto luogo nella nostra città dalla fine del secolo XVIII in poi. Prima dell’epoca troppo infausta e memoranda dell’anno 1799 che pose a soqquadro tutto il Regno, ed ha lasciate delle piaghe che non hanno potuto ancora rimarginarsi, fu in Ruvo eseguita una operazione molto utile all’agricoltura.
Vi sono in quella città diverse Confraternite e Monti addetti al sollievo de’ poveri, i quali secondo la Polizia di quel tempo erano sotto la tutela di quel Tribunale che portava il nome di Tribunale Misto, perchè composto di Magistrati in parte secolari ed in parte Ecclesiastici. Erano cotesti Corpi Morali molto ricchi di beni fondi e specialmente di vigne, le quali hanno bisogno di una cura e vigilanza particolare. Amministrate però coteste proprietà da persone le quali non potevano avere un interesse diretto al miglioramento di esse, dovevano per necessità andare in discapito, come avviene a tutte le proprietà fondiarie de’ Corpi Morali, le quali hanno proprietarj che non possono amministrarle da loro stessi.
Si prese la saggia risoluzione di concedere li fondi suddetti in enfiteusi perpetua. Si volle a tal modo assicurare in primo luogo una rendita certa, la quale non avesse potuto mai discapitare sia per la poca fedeltà ed esattezza degli Amministratori, sia per la poca diligenza di essi. Si pensò anche a promuoverne con questo mezzo il miglioramento il quale oltre la pubblica utilità che veniva a risultarne, assicurava vie più la rendita de’ canoni enfiteutici che sarebbero andati a costituirsi. Fu la cosa in vero molto bene ideata tanto sotto i precitati rapporti, quanto sotto quello del maggior vantaggio che reca allo Stato la moltiplicazione de’ piccioli proprietarj.
Fu di tale operazione incaricato un Uomo di legge nostro concittadino dotato di bei talenti e cognizioni, di somma probità, e di un impegno sempre deciso pe ’l bene pubblico. Fu questi il Signor Commendatore D. Antonio Sancio, il quale dopo avere occupate altre luminose cariche sostenute con somma laude e rettitudine, è oggi Intendente della Provincia di Napoli e mio rispettabile amico[259]. La menò egli ad effetto col massimo zelo, e ’l risultamento è stato brillantissimo, poichè que’ fondi i quali erano condannati all’abbandono, si videro in pochi anni risorti ad uno stato floridissimo. Fu questo il primo passo che ivi si diè a quel progresso dell’agricoltura, ch’è andato dappoi sempre più innanzi in un modo meraviglioso.