Potè il poema essere compiuto dal 1313 al 1321, e non potè essere cominciato prima del 1313; quando il cacciatore imperiale, coi suoi indugi a Dante increscevoli, non seppe prendere la vulpecula e perciò sgombrare a Dante la via del ritorno e del governo. Dopo la morte di Arrigo scrisse Dante il suo canto proemiale, in cui è espressa l'impossibilità della vita attiva, per Dante e per tutti, infin che non venga col tempo un veltro, un cane ben diverso da Arrigo, contro la lupa in cui s'è trasformata la vulpecula.[586] Nessuna o notizia o ragione contrasta a tal data del cominciamento.[587] E tutto la conferma.

Il poema rimeditato nel Casentino, sub fonte Sarni, fu cominciato e compiuto a Ravenna, dove, secondo la notizia del Boccaccio che del soggiorno di Dante a Ravenna era particolarmente ben informato, Dante si recò subito dopo la morte di Arrigo.[588] La parte che ha la Romagna nella Comedia, ci persuaderebbe senz'altro ad ammettere che lungo fosse il soggiorno di Dante in Romagna e a Ravenna. L'onore ch'egli fa, e parlando a Guido Montefeltrano e con l'episodio di Francesca, alla casa di Polenta, ci fa certi che il Poeta era là a Ravenna, ospite o in qual altra condizione si voglia, presso Guido Novello, quando scriveva non solo il canto XXVII ma il V dell'inferno. La divina foresta è suggerita dalla pineta di Chiassi, come Dante medesimo ci fa vedere. Ora la selva oscura, con cui comincia il primo canto del poema, è, come antitesi di essa foresta, così derivazione, per il contrario, di quella. Dunque è verosimile che a Ravenna egli scrivesse quel primo canto.[589] E così è probabile che il dramma di Ugolino egli pensasse o ripensasse nel Casentino o in una sua gita a Pisa nel tempo che in Pisa sostava Arrigo: ora da quel dramma dipende, per antitesi, l'episodio di Francesca. Dunque è verosimile, se non fosse certo per tante altre ragioni, che Dante, mentre dimorava nel Casentino, mentre si recava a Pisa, mentre era ancor vivo Arrigo, non avesse cominciata la Comedia. E poi c'è un'altra prova, misteriosa sì ma molto persuasiva. Dante in persona, con l'epistola a Moroello Malaspina e con la canzone sua montanina, racconta il ritorno nel suo animo dell'esule visione:[590] il che avvenne quand'egli era fermo in finibus Thusciae sub fonte Sarni. E l'epistola a Moroello, la quale nessuno vorrà credere modellata sul racconto del Boccaccio, viene a riprocacciare fede al Boccaccio in cosa che meno gli si credeva, nel fatto dei sette canti; come gli epitafi di Minghino e del Canaccio e la corrispondenza in versi latini confortano l'altro così ostico racconto di lui intorno ai tredici canti. E così il novellatore riacquista credibilità anche nel resto.

Negli otto ultimi anni, dunque, nella sua vita raminga, in Ravenna, Dante cominciò e compiè (appena, appena) la divina Comedia. Il che non si troverà così superiore alla fede da chi consideri il disegno semplice del poema. Chi crede che il poema sia un laberinto irremeabile, non si acconcerà mai a crederlo finito dal suo Dedalo in così breve tempo. Ma io sottopongo al lettore gli schemi della grande costruzione; i quali saranno così il riassunto degli altri capitoli del libro.

Vediamo prima, analiticamente, i rapporti tra l'Eneide, lib. VI (i versi che numero, sono del VI quando altro non aggiungo), e l'inferno e purgatorio: tra

l'alta tragedia e la divina comedia
(Enea nel sesto libro è esempio di virtù nella giovinezza “colmo della nostra vita„. Co. 4, 26) Dante nel mezzo del cammin di nostra vita, Inf. 1, 1
va in antiquam silvam 179 (per incertam lunam in silvis 270) si ritrova in una selva oscura, 1, 2 (la luna per la selva 20, 127)
exanimum corpus amici 149 l'animo... con lena affannata, 1, 22, 25
pelagi defuncte periclis! 83 uscito fuor del pelago 1, 23
fugitivus. Serv. ad 136 l'animo... che ancor fuggiva, 1, 25
ramus necesse erat ut unius causa esset interitus Serv. ib.[591] lo passo che non lasciò giammai persona viva, 1, 26
stabula alta ferarum 179 le tre fiere.
Sibylla, Virgilio cantor della Sibilla.
magnam cui mentem animumque Delius inspirat vates, Degli altri poeti onore e lume, 1, 82 e al Cfr. Par. 1, 13 e al.
aperitque futura 10 sqq.[592] praescia venturi 66 et. al. insin che il Veltro verrà... cfr. Pur. 22, 64 sgg.
lucis praefecit Avernis 118 (Virgilio si mostra presso la selva e poi muove per cammino Silvestro, 2, 142, e il limbo dove dimora, è una selva di spiriti spessi, 4, 65. Egli è il primo dei poeti, primi degli spiriti magni).
miserere 117 miserere 1, 65
o sanctissima vates! 65 o se' tu... o degli altri poeti etc. 1, 79
o virgo! 104 quel Virgilio? 1, 79
potes... omnia... te...[593] praefecit... 117 sq. ... famoso saggio 1, 89
graviora manent... bella, horrida bella etc. 84 sqq. se vuoi campar etc. 1, 93 sgg. sostener la guerra 2, 4
causa mali tanti... 93 questa bestia... 1, 94
coniunx... 93 s'ammoglia 1, 100
via... salutis 96 altro viaggio 1, 91
Accipe quae peragenda 136 per lo tuo me' etc. 1, 112
hunc conde sepulcro 152[594] trarrotti per loco eterno etc. 1, 114 sgg.
omnia... ante peregi 105 l'impresa nel cominciar cotanto tosta 2, 42
Deus ecce Deus! 46 mitte hanc de pectore curam 85 audentior ito 95 (la narrazione di Virgilio per mostrare che la sua venuta è voler di Dio, e i rimbrotti e conforti 2, 44 sgg.).
doceas iter et sacra ostia pandas 109 Poeta, i' ti richieggo etc. mi meni... la porta... 1, 130 sgg. son tornato nel primo proposto 2, 138
ire ad conspectum cari genitoris 108 (Dante apprende da Virgilio che giungerà a Beatrice... 2, 53 sgg.)
orans mandata dabat 116 tua... imago 695 cfr. V 722 (Beatrice in sogno o altrimenti rivocava Dante Pur. 30, 134)
pauci quos... ardens evexit ad aethera virtus, dis geniti potuere 129 sqq. chi 'l concede? etc. 2, 31. Cfr. VE. 2, 4. Dante afferma col fatto esser di cotesti dis geniti.

Dopo il colloquio di Enea con la Sibilla e di Dante con Virgilio, le due coppie scendono agl'inferi. Due porte ha l'inferno di Virgilio, due quello di Dante; il quale poi confonde la porta del re d'Averno con quella del Tartaro. Si veda.

Inferni ianua regis et tenebrosa palus 106 sq. Questa è in Dante la porta più segreta con avanti la palude Stige;
patet atri ianua Ditis 127 la porta di Dite, che ora Dante trova chiusa. Dunque? Dite al tempo di Enea regnava sino alla porta men segreta;
vestibulum ante ipsum primisque in faucibus 273 vagitus... in limine primo 426 sq. a questa: la quale patebat perchè era chiusa. Invero Gesù l'infranse, e questo avere infranta la porta, significa aver chiuso l'inferno, cioè la fatale dannazione del genere umano.
sub rupe sinistra moenia lata 548 sq. porta adversa ingens 552 Tisiphone 555 vestibulum 556 vestibulo 575, limina ib. gemitus 557 Questa è la porta del Tartaro, ma Dante, conscio o no, per quell'adversa richiamato da adverso fornice 631 e adverso limine 636, la confonde con la ianua inferni regis o Ditis,
Cyclopum educta caminis moenia... adverso fornice portas 631 sq. adverso in limine 636 che è questa qui, sotto un certo aspetto, e sotto un altro, no, perchè invero ella non patet.

E vediamo ora il concetto Dantesco della porta dell'inferno rispetto agli avari.

Inferni ianua regis 104 Pluto il gran nemico, 6, 115, che grida Pape Satan, e che è maledetto lupo, 7, 1 sgg., lupo che è figura del diavolo che invidia gli uomini; è una anticipazione del regis inferni 34, 1. Così la ianua infranta da Gesù viene a essere rispetto agli avari la atri ianua Ditis, men segreta, che non fu infranta dal redentore.
et tenebrosa palus 105 Invero nel cerchio degli avari si mostra un'acqua buia che fa la palude Stige 7, 103 sgg.
Acheronte refuso 105 Lo Stige deriva da Acheronte. Nelle parole di Virgilio Dante vedeva forse la speciale inutilità della redenzione per questi speciali peccatori che sono tutti chercuti.
saxum ingens volvunt 616 voltando pesi 7, 27

La pena è tartarea, di dentro Dite. In vero per questi cherci e papi e cardinali la porta men segreta è misticamente la ianua Ditis o regis inferni. Il che non toglie che nel prospetto che segue siano incontinenti, non felli, e ignavi o sciaurati o non mai vivi. Segue il prospetto della Tragedia in comparazione della Comedia in quanto l'inferno di Dante è ancora quello di Enea.