Ingegno è espressione più modesta che intelletto. Intelletto si fa dir da Virgilio, esso dice ingegno.

[60.] Ecco il luogo del Convivio: “Pure avvegnachè all'abito di quella si vegna, non vi si viene sì per alcuno, che propriamente abito dire si possa; perocchè il primo studio, cioè quello per lo quale l'abito si genera, non può quella perfettamente acquistare„.

[61.] Sap. 8. Lo cita il Perez, e se ne parlerà ancora.

[62.] E qui scienzia vale certo sapienza, come si vede da ciò che seguita all'ultimo passo che cito: “chè, siccome di sopra si dice, Filosofia è quando l'anima e la sapienza sono fatte amiche„. Pure non credo a una svista di Dante. Scientia è anche nel VE. per habitus scientiarum. Le scientiae (di cui una è l'arte poetica, detta pur scienza da Dante in VN.) sono le membra della sapienza. Scienzia sarà quindi la Sapienza ma considerata nelle sue parti, veduta come un complesso di parti. Sarà insomma scienzia lo stesso concetto di sapienza, analiticamente espresso invece che sinteticamente. Nello stesso capitolo dice che i seguitatori di scienza, cioè filosofi, erano chiamati sapienti, e che filosofo vuol dire amator di sapienza. Scienza da scire, che in italiano è sapere da sapere, donde sapienza: gran confusione.

[63.] V. in IDel Lungo Dal Secolo e dal Poema di Dante, Bologna 1898, nello studio “Il disdegno di Guido„ a p. 40-41, la biblioteca (una gran biblioteca) del disdegno di Guido. E aggiungivi “Il disdegno di Guido„ degli Studii sulla D. C. di FD'Ovidio; studio che contiene con qualche lieve ritocco i successivi articoli di lui. NTommaseo aveva enunziate le parole decisive nel suo commento: “Guido non curò l'eleganza dello stile e lo studio degli antichi... Non mai però l'arte e lo studio sono (in Guido) quanto in Dante profondi„.

[64.] È tanto decisiva, che basterebbe, invertendo il modo della dimostrazione, a provare che Virgilio significa studio.

[65.] Oltre i suoi modi di “sdegnoso e solitario„ (Cronica di D. C. I. 20) giova ricordare che Guido Orlandi (PErcole p. 330) gli dice: “Ovidio leggi: più di te ne vide!„ e Cino (ib. 358) par che dica di lui, ch'e' “cuopre sua ignoranza con disdegno„. Ma a nessuno sfugga che Dante nella Vita Nova non fece tanto alta testimonianza di Guido, quanto nella Comedia, perchè qui lo dichiara l'unico idoneo a venir con lui, mancandogli solo lo studio, che forse non disdegnò volontariamente.

[66.] Per es. FPPerez. “Non so qui tenermi dal notar la singolarità di questo esprimere per sillogismo e in modo induttivo, anzichè affermativo, il dolore della propria donna alla morte del suo padre„.

[67.] Vedi a pag. 16, 24, 25, 30 e 31.

[68.] Sap. 6. FPPerez, in Beatrice svelata XI.