[79.] ib. V 3, 3 sqq. E vedi a pag. 15, 16, 24, 31.
[80.] Nel pensiero di Dante, Giovanna non mi sembra che fosse, come non è Matelda, la vita attiva in sè e per sè, ma qualche cosa della vita attiva in quanto questa dispone alla vita contemplativa. Ne riparleremo, e già se n'è parlato molto in Vel. Il colle, sì, rappresenta la beatitudine della vita attiva in sè; il santo monte, no, ma della vita attiva in quanto si dispone e si rende atta alla contemplativa. In cima al bel colle non avrebbe Dante trovata nè Giovanna nè Matelda. Lia lassù non si sarebbe specchiata. Beatrice a Dante dice: (Pur. 30, 73)
Ben son, ben son Beatrice:
come degnasti d'accedere al monte?
non sapei tu che qui è l'uom felice?
“Qui: non nell'altro colle, dove è beatitudine imperfetta, per chi ci può arrivare. E tu non potesti. Gran mercè, che allora lasciasti il colle e ti mettesti per questo monte! Eppure io lo sapevo che tu non eri fatto per quella vita là, che poi non dà la beatitudine perfetta, non ha me sulla cima„.
[81.] Vedi VN. di TCasini, pag. 199; PRajna, Per la data della VN. in Giorn. stor. della lett. ital. VI 112-162.
[82.] Hier. proph. lam. I. Vedi anche ALubin, Dante spiegato con Dante, 1884, p. 39 segg. Egli non persuade me come non aveva persuaso il D'Ovidio (Nuova Antologia 15 marzo 1884).
[83.] Sopra tutti, AD'Ancona, Discorso su Beatrice, nella sua ed. della VN.
[84.] Dino Compagni, Cronica (ed. Del Lungo); II. G. Villani VIII, I. Vedi Dino Compagni e la sua cronica, e Da Bonifazio VIII ad Arrigo VII di IDLungo. Qui specialmente di quest'ultimo volume il cap. III.
[85.] La V. di D. Testo del c. d. Compendio... per cura di E. Rostagno.
[86.] Nè in queste imaginazioni sono primo, giova avvertire. Ma lungo e fuor del mio proposito, far qui una lista. Si ricorra per altro, da chi voglia vedere come possa aver proceduto Dante nel trasformare una Bice donna in una Beatrice Sapienza, al citato “Discorso su Beatrice„ di AD'Ancona.