[163.] Vedi su questo e sugli altri epitafi il bellissimo libro di CRicci, L'ultimo rifugio di D. A. p. 249 segg.

[164.] Di che parleremo.

[165.] De off. I 13, 41. Vedi Vel. pag. 119. La Vulpecula si chiama Florentia, dice Dante; ma è per dire che ha la sua tana in Fiorenza. È, quanto si voglia, cupidità guelfa, ma cupidità, a ogni modo, e frode, come abbiamo dichiarato in Vel.

[166.] VCian, Sulle orme del Veltro, Messina 1897, pag. 58 sg. Dante, ivi citato, (nel Co. 1, 12) dice che la bontà propria del veltro è “il bene correre„.

[167.] Vel. pag. 122.

[168.] Si può opporre che nemmeno nella Monarchia è l'imagine del Veltro. Ma si consideri il diverso stile di quel grave trattato, nel quale non sono neppure le altre imagini di vipera, Mirra, volpe, ecc.

[169.] Vel. pag. 122 seg.

[170.] Istorie Fiorentine, V 29. Il Boccaccio nel suo Comento ricorda “alcuni altri„ che pensarono appunto a' Tartari e al feltro di che inviluppano il morto corpo de' loro imperatori. Un moderno, Bassermann, dichiarò il veltro essere l'imperator de' Tartari. Nelle note alla Vita di Dante di CBalbo, scritte da Emmanuele Rocco (Napoli, 1840) a p. 175 si legge: “Io per me son quasi certo che nel Veltro di Dante debba intendersi un Imperatore o già eletto o da eleggersi. Ed in conferma accennerò un fatto che pare ci abbia qualche relazione, e ch'è raccontato da GVillani etc.„. E riporta il passo che io riporto.

[171.] Secondo i calcoli che si vedono più giù, il canto XVII del paradiso cadrebbe dopo il 1318, nel qual anno a dicembre Can Grande fu eletto capitano della lega ghibellina in Lombardia, e prima dell'agosto del '20, quando la fortuna del “vittorioso tiranno„ si mutò all'assedio di Padova.

[172.] CRicci. L'ultimo rifugio di D. A. pag. 12.