[239.] Vedi a pag. 238. Già lo Scartazzini rispose con argomenti simili a CRicci.

[240.] Secondo LStaffetti (cit. a pag. 209): “... Se di un Moroello, dopo la pace di Castelnuovo, Dante fu amico, siamo indotti a credere che costui fosse il giovane marchese di Villafranca poi che fu uscito dalla minore età. Quel Currado trovato dal Poeta nella valletta del Purgatorio fra gente che gli fu cara, era appunto uno dei principali signori del ramo di Villafranca: Moroello gli fu nipote, perchè figliuolo di suo fratello Obizzino...„.

[241.] Cic. Div. 1, 55. Altrove in Nat. D. 1, 4: continuatio seriesque rerum.

[242.] Aen. III 376.

[243.] ib. 446. Più giù, ib. II 129.

[244.] Il ms. ha quem affectus gratuitatis dominantis servum reddiderat. Il senso è aperto da una parentesi che segue. Gratuitas, sarebbe di una parola sola, la formula gratia gratis data. Ricordiamo che nel poema Dante è fedele, cioè servo, di Lucia, cioè della Gratia che è l'interpretazione mistica di Laban il quale fu dominans di Giacobbe. Noterò tra poco quanto questo concetto di “servo di grazia„ mi faccia pensare.

[245.] Ecco il passo che suggerisce il senso del precedente.

[246.] S'intende però che nella Comedia, oltre Beatrice, è anche Maria.

[247.] Il Bartoli in Storia d. L. I. IV, pag. 288, vide in questa canzone un amore non reale. Per lui la donna è Firenze.

[248.] La vita di Dante... per cura di ERostagno: 23.