[358.] Vel. pag. 59.

[359.] Su questo s'appuntò Dante per ammettere nel suo Elisio i sospesi del Limbo, come e abbiamo veduto e vedremo.

[360.] Vel. pag. 84 sgg.

[361.] Alcune di queste somiglianze sono imitazioni di arte; sta bene. Il lettore mentalmente tralasci tutto ciò che non riesce a mostrare l'identità voluta da Dante, del suo inferno con quello Virgiliano: questa, per esempio. Ma questa può portare ad avere un indizio buono per colui dal gran rifiuto. Deve essere (si può sospettare) un compagno di Dante, come Leucaspi e Oronte e Palinuro sono d'Enea. Non il timoniere, il gubernator, della parte Bianca? Ma forse è tutt'altri.

[362.] Vel. pag. 182 sgg.

[363.] Vedi a pag. 226 sgg.

[364.] Vel. 264 sgg. Così la verga d'Enea significa con la branca sinistra i vizi, con la destra le virtù. (Serv. ad Aen. VI 136). La distinzione generale è così formulata da S. Bernando (De adv. Dom. Sermo V — Op. II 920): Spiritus est ad dexteram, caro est ad sinistram. Donde il doppio significato, di destra, a esprimere la vita contemplativa o spirituale, e la vita buona e virtuosa; di sinistra, a indicare la vita attiva o civile o anche carnale (in senso non vizioso); e la vita malvagia o carnale in senso vizioso.

[365.] Vel. pag. 264 sgg.

[366.] Ad Aen. VI 576: alii tria volunt habuisse capita, alii novem, Simonides quinquaginta dicit. Il luogo di più su, intorno Cerbero, è ad... 395.

[367.] Vel. pag. 267 sgg.