[408.] Vedi a pag. 430.
[409.] Vel. pag. 462 sgg.
[410.] Si potrebbe giocar di parole, dicendo che è la scienza o la Musa o la scienza ed arte. E sia pur così; ma si aggiunga sempre: nel senso d'arte.
[411.] Chi poi sia Matelda, è grande controversia. AMancini in un opuscolo (Matelda etc. Lucca, 1901) dimostra fondata su un equivoco la nuova candidatura proposta da MScherillo (Rivista d'I. III, 11). Si tratta sempre della Matilde di Hackeborn già propugnata da ALubin. Nuovi argomenti in favore di questa porta il Mancini (Ancor su Matelda etc.) in Riv. d'I. E io non nego che Dante abbia potuto ispirarsi alle Rivelazioni di questa Beata. Ma certo più s'ispirò alla storia di Matelda contessa, la quale, come ricorda LRocca (Matelda in Con Dante etc. Hoepli 1898) è detta da Donizone una Marta insieme e Maria (pag. 142) come l'arte è insieme della vita attiva e contemplativa, della vita attiva dispostasi alla contemplativa. Poi la contessa era nepote d'un imperatore e protettrice della chiesa: univa in sè queste due instituzioni che male discordano. Era spirituale e temporale. E sua madre si chiamava Beatrix. Nell'Eden ell'è come figlia di Beatrice.
[412.] Non fu tralasciato da Fulgenzio il precetto che sapeva tanto di mistico. “Sed sepeliat ante Misenum necesse est„. Per lui però Miseno è la pompa della vana lode. L'ispirazione che n'ebbe Dante, è tuttavia manifesta. In vero ecco, per chi n'ha bisogno, la conferma che il viaggio agli inferi è ricerca della sapienza, o contemplazione (dispositivamente, in Dante), e che Virgilio che è guida in quel viaggio, è Studio. Dice Fulgenzio che nel sesto libro Enea arrivando al tempio d'Apollo discende agli inferi. Fulgenzio mette queste due azioni in un nesso di causa ed effetto; nel nesso medesimo in cui Dante mette il mostrarsi di Virgilio e la visita al regno dei morti. Ebbene “Apollinem deum studii dicimus, ideo et Musis additum„. Pag. 753. Dal che possiamo trarre un'altra conferma per ciò che abbiamo detto significare Apollo e le Muse ed Elicona in Dante. (pag. 83 sgg.) Quanto alla contemplazione, ecco: “... ad templum Apollinis, id est ad doctrinam studii pervenitur, ibique de futurae vitae consultatur ordinibus, et ad inferos descensus inquiritur, id est, dum quis futura considerat, tunc sapientia obscura secretaque mysteria penetrat„. E qui aggiunge: “Sed sepeliat ante Misenum necesse est„.
[413.] Vel. Il passaggio dell'Acheronte.
[414.] Ad Rom. VI 3, et al.
[415.] ib. 8, et al.
[416.] ib. 4 e 5.
[417.] ib. 4 et al.