Questa bella donna, che tu senti
ha trasmutata in tanto la tua vita,
che n'hai paura, sì se' fatta vile.
(c. 1, 43)
E molte sono le espressioni di lode che sono o simili o uguali tra l'angiola e la Donna. A me basti ricordare che anche della Donna il Poeta vuol dire “la loda„, (Co. c. 2, 15) e che da lei discende
un spirito gentile
ch'è creatore d'ogni pensier buono;
(ib. 64)
e che i suoi sguardi
rompon come tuono
gl'innati vizii che fanno altrui vile;
(ib. 66)
e ch'ella
è colei ch'umilia ogni perverso;
(ib. 71)
cioè, come il Poeta dichiara, “volge dolcemente chi fuori dal debito ordine è piegato„ (Co. 3, 15). Così Beatrice è reina delle virtù, distruggitrice d'ogni vizio, dolce ispiratrice di perdono.
E la Donna somiglia a Maria della Comedia. Già nel Poema Maria è chiamata Donna gentile. (Inf. 2, 94) Inoltre, sebbene non possa essere che Dante quando scriveva nella Vita Nova della “gentile donna giovane e bella molto„, (35) pensasse a Maria, tuttavia si deve credere che la pietà e misericordia che nel libello le attribuisce, suggerisse poi al trattatista del Convivio il pensiero di dichiararla l'imagine della filosofia, che lo consola, come consolò Boezio che gli è autore. Or bene: queste qualità di misericordia e pietà sono certo anche in colei in cui è misericordia e pietà. (Par. 33, 19) E nella canzone prima del Convivio, dice della Filosofia:
Mira quant'ella è pietosa ed umile,
saggia e cortese nella sua grandezza,
e pensa di chiamarla donna omai.