A questa medesima donna, o ad altra, in altre poesie fa la medesima accusa. Queste poesie sono tre canzoni: Così nel mio parlar, Amor tu vedi ben (una sestina doppia), Io son venuto; tre sestine: Al poco giorno, Amor mi mena, Gran nobiltà; un sonetto: E' non è legno. Che esse, tutte, debbano interpretarsi come allegoriche, non credo abbia opinato alcuno: in parte, sì.[122] A considerarle, in genere, come forti espressioni d'un amore ardente, sono i più condotti da un tal quale compiacimento, di vedere il mistico viatore dibattersi sotto l'impero d'una passione umanamente vera. E questi non considerano che se Dante ha pur destinata una passion di amore a figurare un concetto filosofico, egli ha nell'animo suo, o memore o consapevole, trovate le note quasi selvaggie per esprimere a quel modo quella passione. E dunque le ragioni del compiacimento rimarrebbero uguali. Ma insomma i più, dimenticando affatto Santa Teresa e San Francesco e tanti altri santi misticamente innamorati, non ammettono che queste poesie possano o debbano interpretarsi allegoricamente e anagogicamente; e perciò assegnarsi alla medesima ispirazione, che dettò le altre canzoni del Convivio.

Un'idea congiunge tra loro tutte queste poesie; un'idea di durezza e freddezza espressa con la parola “pietra„. Quest'idea le congiunge alla seconda canzone conviviale, o a dir meglio alla ballata o a quella qualunque poesia, che è “sorella„ della canzone, e che chiama fera e disdegnosa la donna gentile. E tuttavia si potrebbe rimanere in dubbio, perchè rare sono le donne che a volte non sembrino fiere, e rari gli amori in cui elle non si mostrino, una volta o l'altra, disdegnose. Ma la parola “pietra„, con la quale è espressa l'idea di durezza e freddezza, e ferità e disdegno, vince quel dubbio. Ma, ciò che saprà molto agro a principio, nella parola “pietra„ queste poesie pietrose si convengono con la canzone Amor che nella mente, non tanto per ciò che la donna è là litteralmente e allegoricamente, quanto per ciò che anagogicamente significa. Sì: le poesie pietrose vanno interpretate filosoficamente, perchè “pietra„ è la Vergine Maria.

Per vero S. Bernardo, grande autore di Dante, spiega il detto di Isaia,[123] Emitte Agnum de petra deserti, così: “Taglia pietra da pietra: il santo e inviolabile sia prodotto dalla virginità santa e inviolata„. E continua: “Se pietra è Cristo, come dice l'Apostolo,[124] non è la Madre d'altro genere che il Figliuol suo, poichè anch'essa è intesa col nome di pietra„.[125] E questo nome trova l'Abate di Chiaravalle, che a Maria ben si confà. “O non rettamente è chiamata pietra colei che ver l'amore della interezza era ferma di suo proposito, salda di suo affetto, e anche per il senso stesso contro la lusinga del peccato era al tutto insensibile e pietrosa (lapidea)?„[126]

Non altrimenti di tal sua donna dice Dante:

Così nel mio parlar voglio esser aspro
com'è negli atti questa bella pietra,
la quale ognora impetra
maggior durezza e più natura cruda;
e veste sua persona d'un diaspro
tal, che per lui, o perch'ella s'arretra,
non esce di faretra
saetta, che giammai la colga ignuda:
(Ca. c. 9)

nella dura pietra
che parla e sente come fosse donna.
(Ca. sest. 1)

com'una donna
che fosse fatta d'una bella pietra.
(Ca. c. 10)

la mente mia ch'è più dura che pietra
in tener forte immagine di pietra.
(Ca. c. 11)

Quest'ultima coppiola di versi (nonchè il primo passo riferito) ci mostra uno svolgimento della prima concezione. La donna è pietra (sente come una pietra) nel mostrarsi insensibile verso l'amatore, che a sua volta è pietra nell'amarla.

(Amor) m'ha serrato tra piccoli colli
più forte assai che la calcina pietra.
(Ca. sest. 1)