Si parla del Cristo, e non di Maria, qui; ma come il Cristo è pietra, così è pietra Maria: petra de petra. Ricordiamo. E ricordiamo che S. Bernardo è nel futuro paradiso, per Dante, quel che Virgilio nell'inferno: il Virgilio che lo adduce a quella maggior Beatrice, che è la Vergine madre. Ricordiamo che le sue opere sono per Dante come un'Eneide mistica.

Scendere a dichiarare minutamente le canzoni pietrose, non giova. Ognun può farlo. E d'altra parte alcune d'esse meritano uno studio preventivo, per istabilirne l'autenticità. Per esempio, delle tre sestine, due mi paiono apocrife, per la ragione appunto che il buon Fraticelli assegna della loro autenticità. Egli dice, e riferisco la sue parole, singolarmente chiare: “Nell'una e nelle altre va il Poeta trattando l'argomento medesimo, ch'è quello non tanto di parlare d'una donna bella, giovine e gentile, la quale vestita a verde, ed aventesi in testa una ghirlanda d'erba, gira danzando per piani e per colli; quanto di far lamento della di lei durezza e insensibilità, protestando il Poeta, che il suo amore non sarà mai per venir meno (ricordiamo l'ultimo passo di S. Bernardo!), ed esprimendo la sua speranza di riuscire alla perfine ad aver gioia e piacere di lei. Se l'una pertanto è, com'è di fatto, opera dell'Alighieri, debbono esser pure le altre due...„ Appunto per questo, le altre due è difficile siano dell'Alighieri, che non si ripeteva e non si trastullava.

Ma consideriamo la prima d'esse, che è certamente dell'Alighieri. (VE. 2, 10; 13) In essa, come nelle altre, le parole finali sono: ombra, colli, erba, verde, pietra, donna. Di queste parole le prime cinque hanno, rispetto alla Donna per eccellenza, cioè a Maria, un alto senso mistico. Ombra vedemmo già[131] come possa riferirsi a Maria. L'ombra, di cui la virtù dell'altissimo circuì Maria, è, secondo S. Bernardo, la carne stessa del Cristo, la quale, col suo mezzo, temperò il fervore e lo splendore dello Spirito. Ma leggiamo ancora nei libri del fedel di Maria: “L'ombra di lui (del Cristo) è la carne di lui; l'ombra di lui è la fede. A Maria fece ombra la carne del proprio figlio; a me, la fede del Signore. Sebbene, anche a me come non fa ombra quella carne, poichè in mistero io la mangio? E santa come è, la Vergine tuttavia provò anch'essa l'ombra della fede, poichè le fu detto: beata che credesti!„[132]

I colli hanno anch'essi un valore mistico rispetto alla Vergine Deipara. È notevole che S. Bernardo lo dichiari in uno di questi sermoni sui Cantici. I monti e i colli che lo Sposo salta per giungere alla terra, sono secondo l'abate di Chiaravalle, gli spiriti celesti, maggiori e minori, che Dio passò per esinanirsi (secondo l'espressione di S. Paolo) e ricever la forma di servo, e farsi simile agli uomini, ed essere trovato, nel portamento, come uomo.[133] Nella poesia di Dante, anche questa volta invece del Cristo sarebbe Maria, invece dello sposo la sposa: il che si spiega troppo bene, dovendo le canzoni letteralmente essere d'amore. L'erba e il verde traducono l'espressione virgae virorem che è pure in S. Bernardo, a proposito della nota profezia di Isaia: Uscirà un rampollo (virga) dalla radica di Iesse, e dalla sua radica un fiore salirà. Ora così si esprime S. Bernardo, e mi faccio da un po' lontano, perchè torna in volta l'ombra di prima, la quale così si trova anche nell'autor di Dante poco separata dal verde e dall'erba. “Buona e desiderabile è l'ombra sotto l'ali di Gesù, dove è sicuro rifugio ai fuggenti, grato refrigerio agli stanchi. Pietà di me, Signore Gesù; pietà di me; poichè in te confida l'anima mia, e nell'ombra dell'ali tue spererò, finchè non trapassi l'iniquità. Nondimeno in cotesta testimonianza di Isaia intendi per fiore il figlio, per germoglio (o ramicello: virgam), la madre; poichè il germoglio fiorì senza seme (absque germine), e la Vergine concepì non da un uomo. Nè la emission del fiore offese la verdezza del germoglio (virgae virorem), nè la produzione del sacro parto offese il pudore della Vergine„.[134] Della pietra ho già parlato; qui giova aggiungere che, come nel passo riferito più su di S. Bernardo, anche in questa sestina abbiamo la pietra in due sensi, di pietra dura e fredda, e di pietra virtuosa e preziosa. Chè in vero oltre la pietra dura, insensibile e non mossa dal tepore primaverile e stretta tra la calcina, e vai dicendo, è anche la pietra che ha virtù nascosta:

Le sue bellezze han più virtù, che pietra.

Possiamo aggiungere che altre imagini della sestina, come “il bianchir de' colli„, che tornano poi “di bianco in verde„, e la “neve all'ombra„, trovano riscontro in caratteri mistici della Vergine. Invero: “quanto lucido avorio era quello che piacque agli occhi di Re sì grande e ricco, ne' cui iorni l'argento non è di alcun pregio! quanto freddo, che non si scaldò nè per il concepimento! quanto solido, cui nè il parto violò! quanto candido insieme e rubicondo, cui il candore della luce eterna e il fuoco dello Spirito santo riempì di tutta la pienezza sua! Invero Maria anch'essa fu e più candida della neve e più rubiconda dell'avorio antico...„ Quasi quasi mi pare che il Poeta dando alle sue donne chiome così bionde, segua e corregga qui il suo autore. Nella sestina dice:

Quand'ella ha in testa una ghirlanda d'erba
trae dalla mente nostra ogni altra donna;
perchè si meschia il crespo giallo e 'l verde
sì bel, ch'Amor vi viene a stare all'ombra.

E nella canzone Così nel mio parlar, ha:

biondi capegli
ch'Amor per consumarmi increspa e dora.

Se Dante avesse comentate allegoricamente e anagogicamente queste poesie, certo in parole e imagini, che a noi sembrano insignificanti e comuni, avrebbe rivelato a noi intenzioni non sospettate. Ma come avrebbe dichiarate certe eruzioni di passione così carnale e accesa, quali troviamo qua e là in tutte? Anagogicamente, io dico, non le avrebbe dichiarate. In fatti nelle tre che comenta, dopo aver detto che il senso anagogico c'è, lo tace però quasi del tutto, appagandosi dell'allegorico, oltre il letterale. Non avrebbe aperto il senso anagogico; ma questo pur c'è, non ostante la crudezza di certe parole e di certi pensieri. Di che occorre agl'immemori lettori fornire alcuna prova.