una cosa venuta
di cielo in terra a miracol mostrare;
una “pargoletta bella e nuova„ che dice di sè: (Ca. b. 8)
son venuta per mostrarmi a vui
delle bellezze e loco, dond'io fui.
Io fui del cielo e tornerovvi ancora
per dar della mia luce altrui diletto;
e chi mi vede, e non se n'innamora,
d'Amor non averà mai intelletto.
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Le mie bellezze sono al mondo nuove,
perocchè di lassù mi son venute
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Queste parole si leggon nel viso
d'un'Angioletta che ci è apparita;
sì; un'angiola giovanissima, quando non aveva ancor nove anni, e si conservò angiola, anche quando non fu più bambina, e “diceano molti, poi che passata era: — Questa non è femina, anzi è uno de li bellissimi angeli del cielo — „ (VN. 1 e 26); e fu più angiola che mai, quando nel cielo tornò, sì che Dante “ricordandosi di lei disegnava uno angelo sopra certe tavolette„ (VN. 34). Ma quest'angelo e questa maraviglia celeste aveva un genitore terreno e aveva alcuno, quando il padre morì, a lei “tanto distretto di sanguinitade... che nullo più presso l'era„ e si aggirava visibilmente per le vie di Fiorenza con sue amiche visibili, e si trovava talora non molto discosto da quella monna Vanna, chiamata Primavera, (VN. 22, 32, 24) con la quale Dante già avrebbe voluto che fosse nel vascello incantato. E angiola pareva a Dante, non solo per ciò che a ognuno la donna amata par angiola, ma anche perchè era devota della Madonna, “di quella reina benedetta Maria, lo cui nome fu in grandissima reverenzia ne le parole„ di lei; “di quella reina della gloria„ di cui ella ascoltava le laudi in chiesa, (VN. 28 e 5); e l'amatore frattanto in estasi, la sguardava, pauroso d'esser veduto sguardarla. Ella era una giovanetta pia, che suscitava buoni pensieri nel cuore di Dante. Egli diveniva nobil cosa nel vederla, e nasceva in lui ogni dolcezza nel sentirla parlare (VN. 26 e 21), e seguendo gli occhi giovinetti di lei era “in dritta parte volto„ (Pur. 30, 121).
[III.]
LA SPERANZA DE' BEATI
E un giorno (VN. 19) “passando egli per un cammino„ lungo un rivo chiaro molto, venne in volontà di dire, e la sua lingua parlò quasi come per sè stessa mossa e disse:
Donne ch'avete intelletto d'amore!