Ciò però, nei parvoli d'età, se morirono avanti che fossero esenti dall'umana colpa. Che se ebbero battesimo, merito acquistarono e hanno, non che lode, gloria. Essi siedono nel paradiso “per nullo proprio merito„ (Par. 32, 42)

ma per l'altrui con certe condizioni:
chè tutti questi sono spirti assolti
prima ch'avesser vere elezioni.

È il battesimo, con la sua virtù illuminativa e fecondativa,[271] che fa fiorire il volere. Con la prima di esse si vince l'ignoranza, con la seconda la difficoltà; fede si ha con la prima, innocenza con la seconda. E così Beatrice spiega come fiorisca il volere negli uomini. Invero, aggiunge ella, (Par. 27, 127)

fede ed innocenzia son reperte
solo nei parvoletti,

battezzati, s'intende; che, mentre ancora balbettano, quanto a fede, digiunano, e, quanto a buone opere, se non altro, amano e ascoltano la madre loro. Ma che giova? Tale virtù illuminante e fecondante presto si perde; fede e innocenza spariscono; e la redenzione è come non fosse avvenuta. Dante ne sa qualcosa; perchè fa dire a Beatrice, non senza un perchè, “le susine vere„. Quest'espressione comica traduce quell'altre e solenni: (Pur. 30, 109)

Non pur per opra delle rote magne,
che drizzan ciascun seme ad alcun fine,
secondo che le stelle son compagne,

ma per larghezza di grazie divine
che sì alti vapori hanno a lor piova
che nostre viste là non van vicine,

questi fu tal nella sua vita nuova
virtualmente, ch'ogni abito destro
fatto averebbe in lui mirabil prova.

Ma tanto più maligno e più silvestro
si fa il terren col mal seme e non colto,
quant'egli ha più del buon vigor terrestro.

Nella mente di Dante appariscono imagini analoghe a quella delle susine vere. Persino qui è una piova, che per essere direttamente contraria a quell'altra pioggia continua, non però la ricorda meno. Il fatto è che le susine vere sono opposte alle prugne selvatiche, che sono un “mal seme e non cólto„. Sicchè si può sospettare nella parole di Beatrice in paradiso una lieve ironia e un accenno discreto al suo amatore che nella sua primavera dava così bene a sperare, mostrava già un dolcissimo frutto di sè, e rischiò d'inselvatichire e di diventare un bozzacchione...