Nell'isola solitaria l'eroe non è più solo con le due bambine. Anche Manlio è con lui. E il mare s'alza e s'abbassa, e torna ad alzarsi, con metro perenne, per chiamare il giovane, se il vecchio non vuole più saperne di navigazione e di vita. Ma nemmeno il bello, alto, esile figlio dell'eroe, può rispondere. Sonno eterno, mare eterno. O giovani, rispondete voi al grande mare. Non siete voi tutti figli dell'eroe?
Fate d'essere tali che, s'egli tornasse, potesse trovare in voi i volontari da condurre alle sue postume imprese; fate di poter essere i Mille dell'avvenire.
Un tempo ei chiedeva un milione di fucili. Il milione di fucili c'è. Ora chiederebbe un milione di coscienze. Siate questo milione di coscienze, non offuscate dalla passione, non irrigidite da partiti presi, non assordate da frasi fatte.
XII.
Formate, o giovani, col vostro Re giovane — felice della sua angioletta che col suo piccolo vagito ha la potenza ineffabile di disserrare le ferrate porte del carcere — formate, o giovani, un popolo forte e sereno che sia preparato al destino; che si faccia degno e si tenga pronto ad abbracciare gli altri popoli e a stringersi loro nella auspicata federazione europea, o nella sovrumana fratellanza di tutti gli uomini; quando nella pace e nel lavoro siano un mesto ed incredibile ricordo la fame, il vizio, il delitto, la guerra; un popolo che sia pronto ogni giorno a tale domani, e apra sin d'ora tutti i suoi cuori a tale verbo d'amore; ma sia anche pronto, nelle vicissitudini che ancora sono tra il presente e l'avvenire, sia pronto, contro chi volesse togliergli il suo faticoso presente e il suo laborioso avvenire; dalle officine fatte più liete, dalle scuole rese più sapienti, dalle campagne divenute più floride, sia pronto, ora e sempre, ad opporre tutti i suoi figli sull'Alpi nostre e sul Mare nostro!
L'AVVENTO
Donne gentili, fedeli della pietà, che avete il cuore all'infanzia abbandonata, che siete qui adunate per dare cibo e ricovero ai piccoli dell'uomo che non hanno ciò che hanno i piccoli della bestia:
è l'Avvento! Sta per nascere l'infante che sarà involto di cenci e deposto nella mangiatoia d'una capanna.
— Non c'era luogo per essi nell'albergo —
Ho sentito sonare la zampogna dei monti. Non era cominciato il crepuscolo mattutino. S'udiva sul lastrico appena appena qualche scalpiccìo che pareva d'uomini già stanchi sin dal primo principio della faticosa giornata. In uno di quei fondi ove, oltre tutto il resto, manca l'aria, ardeva un lume rosso. Di là dentro veniva quel dolce suono d'organo pastorale antico come gli antichi pastori che erravano con le greggi prime addomesticate. Ne usciva la voce mesta e soave della fanciullezza del genere umano, della fanciullezza d'ognun di noi, con quell'accorarsi non si sapeva perchè, con quello sperare non si sapeva di che, con quel bisogno improvviso di godersi a piangere al collo della madre, chi l'aveva ancora.