con quel che segue e precede. Nè forse è vano il cenno ad Eva:
la bella guancia,
Il cui palato a tutto il mondo costa;[57]
per richiamare la pianta che nel cerchio dei golosi nel purgatorio tanti prieghi e lagrime rifiuta:
Legno è più su, che fu morso da Eva,
E questa pianta si levò da esso.[58]
Il che mostra come potesse rampollare l’idea di opporre la scienza divina al vizio della gola; rampollare dal primo drama del paradiso deliziano; poi che quel legno era buono a mangiare e bello agli occhi e all’aspetto dilettevole; e il Tentatore aveva detto a Eva: ‛in qualunque dì ne mangerete, si apriranno gli occhi vostri e sarete come Iddii, sapendo il bene e il male (Gen. III)’. L’Uomo sale ancora, e si trova nel cielo di Marte, dove gioiscono i guerrieri della Fede, i liberali del loro sangue: dove appena giunto, l’uomo fa olocausto a Dio, ossia sacrifizio di tutto sè. I lumi cantano una melode santa: Risurgi e vinci. Il Poeta esclama:
Ben è che senza termine si doglia
Chi, per amor di cosa che non duri
Eternalmente, quell’amor si spoglia![59]